I media filogovernativi lo avevano preso di mira: rinviato il processo a Zafer Arapkirli per 'insulto al Presidente'
Si è tenuta oggi la prima udienza del processo contro il giornalista Zafer Arapkirli, accusato di 'insulto al Presidente'. Il procedimento, avviato in seguito a una denuncia sui social media da parte dell'editorialista del Türkiye Gazetesi, Cem Küçük, è stato rinviato al 13 gennaio.
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Il giornalista di BirGün, Zafer Arapkirli, è comparso oggi per la prima volta in tribunale nell'ambito del processo avviato con l'accusa di 'insulto al Presidente'. L'udienza si è svolta presso il 60° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul.
L'udienza è stata seguita dal presidente dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul, İbrahim Kaboğlu, dal segretario generale della TGC, Sibel Güneş, dai rappresentanti del Sindacato dei Giornalisti Turchi, dall'ex deputato del CHP, Kadir Gökmen Öğüt, oltre che da numerosi giornalisti e avvocati. Kaboğlu figura anche tra i difensori di Arapkirli.
ARAPKİRLİ RESPINGE LE ACCUSE
Nella sessione iniziata con l'identificazione, Zafer Arapkirli ha presentato una lunga difesa e non ha accettato le accuse. Affermando che il processo ha una dimensione politica, Arapkirli ha definito la denuncia come 'l'accusa infondata di un informatore filoregime'.
Arapkirli ha dichiarato: 'Qui c'è un processo basato su una denuncia e un esposto', aggiungendo: 'Non c'è alcun reato. Possiamo parlare solo di un processo politico e, come in ogni processo politico, di un tentativo di mettere a tacere e intimidire'.
Sottolineando che l'espressione 'cattivo sceneggiatore', contenuta nel post oggetto dell'atto d'accusa, non può essere considerata un reato, Arapkirli ha affermato: 'Anche se un giorno chiunque altro usasse l'espressione 'Sei un cattivo sceneggiatore', citata nel post su Twitter oggetto del processo, rivolgendosi persino al Presidente Recep Bey, anche uno studente del primo semestre del primo anno di giurisprudenza, lasciando stare il pubblico ministero o il giudice, potrebbe capire che non costituisce reato'.
'IL MIO POSTO È IL MIO TAVOLO IN STUDIO'
Proseguendo nella sua difesa, Arapkirli ha toccato anche i problemi del Paese, dicendo: 'Mentre questo banco degli imputati dovrebbe essere occupato dai veri criminali, lo sto occupando io. Lasciateci andare a fare il nostro lavoro. Il mio posto è il mio tavolo di trasmissione in studio, non qui'.
PROCESSO RINVIATO AL 13 GENNAIO
Dopo le dichiarazioni, la corte ha rinviato l'udienza al 13 gennaio 2026 alle ore 10.50. Il collegio ha approvato la richiesta della Presidenza di costituirsi parte civile nel processo. Le richieste degli avvocati di Arapkirli di inviare una notifica al Ministero della Giustizia e alla Commissione Giustizia della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) sono state invece respinte.