I lavoratori della Fernas tornano al lavoro: buone notizie per gli aumenti salariali
I lavoratori della Fernas Madencilik, licenziati per essersi iscritti al sindacato e protagonisti di una protesta durata 53 giorni, hanno raggiunto un accordo con il datore di lavoro. In base all'intesa, i lavoratori licenziati verranno reintegrati e a partire da gennaio 2025 riceveranno un aumento di stipendio.
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Nel distretto di Soma, nella provincia di Manisa, si è conclusa la protesta durata 53 giorni dei lavoratori licenziati dalla Fernas Madencilik, azienda di proprietà del deputato dell'AKP di Batman, Ferhat Nasıroğlu, con la motivazione di essersi iscritti al sindacato.
Le trattative tra i lavoratori e il datore di lavoro hanno dato esito positivo. Nell'ambito dell'accordo, è stato deciso il reintegro dei lavoratori licenziati e un aumento salariale a partire da gennaio 2025.
LA MAGGIOR PARTE DELLE RICHIESTE DEI LAVORATORI È STATA SODDISFATTA
I rappresentanti dei minatori, tornati a Soma dopo l'avvio del processo di negoziazione mentre proseguivano le proteste ad Ankara, hanno tenuto due incontri separati con i funzionari dell'azienda. A seguito dei colloqui, la maggior parte delle richieste dei lavoratori è stata accettata e si è giunti a un accordo.
TORNERANNO AL LAVORO SENZA PERDITA DI DIRITTI
Secondo i termini dell'accordo, i lavoratori licenziati potranno tornare al proprio posto senza alcuna perdita di diritti, se lo desiderano. Per i lavoratori che non intendono rientrare, verrà corrisposta la liquidazione. È stato inoltre annunciato che, a partire da gennaio 2025, verrà effettuato un miglioramento salariale per tutti i dipendenti.
In una dichiarazione congiunta rilasciata dai lavoratori della Fernas e dal datore di lavoro si legge: "Con questi colloqui è stata rinnovata la fiducia reciproca; lavoratori e datore di lavoro si lasciano il passato alle spalle e voltano pagina insieme. A questo punto, a vincere sono sia i lavoratori che il datore di lavoro".
Dopo l'accordo, è stata rilasciata una dichiarazione scritta congiunta dai lavoratori della Fernas e dal datore di lavoro.
Nella dichiarazione si afferma quanto segue:
“In merito alla questione dei minatori della Fernas, da tempo al centro dell'attenzione pubblica; gli ex dipendenti, coloro che continuano a lavorare, i rappresentanti dei lavoratori che hanno partecipato alla protesta e sono rientrati, insieme al datore di lavoro, hanno tenuto di propria volontà due incontri separati, durati circa 8 ore, sulle proposte di soluzione comune.
A seguito dell'incontro, le parti hanno concordato che il problema fondamentale era la comunicazione e che entrambe le parti dovranno mantenere aperti i canali di comunicazione in futuro; che, a causa della mancata concessione di aumenti salariali nel periodo intermedio sul salario minimo, il divario creatosi tra il bacino di Soma e l'azienda verrà colmato con un aumento a partire da gennaio 2025, basato sulle fasi di preparazione e produzione dell'altra azienda di cui Fernas è socia, e che tale aumento sarà effettuato secondo uno schema organizzativo che terrà conto dell'anzianità e dell'esperienza professionale dei lavoratori, sempre in riferimento all'azienda partner; che verrà discusso con la banca un protocollo salariale a condizioni paritarie con l'azienda partner e che le promozioni ottenute saranno corrisposte ai lavoratori; che i lavoratori che hanno raggiunto un'intesa e desiderano tornare al lavoro potranno riprendere servizio dal 21.10.2024 senza subire alcuna perdita di diritti, mentre a coloro che desiderano lasciare l'azienda verrà data la possibilità di farlo previo pagamento della liquidazione, dell'indennità di preavviso e delle ferie annuali maturate, con la rinuncia reciproca alle cause legali pendenti.
Con questi colloqui è stata rinnovata la fiducia reciproca; lavoratori e datore di lavoro si lasciano il passato alle spalle e voltano pagina insieme. A questo punto, a vincere sono sia i lavoratori che il datore di lavoro.
Insieme, mantenendo aperti i canali di comunicazione, abbiamo piena fiducia nel creare il miglior modello aziendale nel bacino di Soma, in grado sia di produrre che di garantire lo sviluppo del Paese.”
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