Gültekin commenta le lacrime di Davutoğlu: 'Dietro ciò che ci accade ci sono coloro che si prostrano in preghiera'
Il fatto che il leader del Partito del Futuro, Ahmet Davutoğlu, non sia riuscito a trattenere le lacrime durante il discorso tenuto in seguito alla morte dei 5 bambini deceduti in un incendio a Smirne, ha suscitato una vasta eco nell'opinione pubblica. Un commento degno di nota su questo momento emotivo di Davutoğlu è arrivato dall'avvocato e editorialista di 12punto, Ruşen Gültekin.
12punto
Il dolore per i 5 bambini piccoli che hanno perso la vita nell'incendio scoppiato a Smirne ha scosso profondamente la Turchia. Il presidente del Partito del Futuro, Ahmet Davutoğlu, non è riuscito a trattenere le lacrime mentre valutava questo tragico evento durante la riunione del gruppo parlamentare del suo partito, proseguendo il suo discorso in modo commosso. Davutoğlu ha anche reagito alle dichiarazioni della deputata dell'AK Party, Özlem Zengin, in merito all'accaduto.
Mentre le lacrime di Davutoğlu suscitavano una vasta eco nell'opinione pubblica, l'avvocato Ruşen Gültekin, editorialista di 12punto, ha condiviso un messaggio incisivo sui social media.
Nel suo messaggio, Gültekin ha affermato: "Qualunque cosa ci sia capitata, alla base di tutto c'è la questione di ‘coloro che si prostrano in preghiera’. Chi conosce il periodo del FETÖ sa bene. A chi, come noi, ha sofferto, posso dire che ormai ‘ne abbiamo abbastanza’,". Gültekin, sottolineando inoltre l'importanza del diritto e della giustizia, ha aggiunto: "Non vogliamo più essere governati da chi ‘teme Dio’, ma da persone giuste e coscienziose. Il problema si risolverà da solo,".
Queste espressioni, riflettendo le critiche di Gültekin verso le illegalità del passato e l'errata interpretazione dei valori religiosi in ambito politico, sono state valutate come un appello alla necessità di legalità e giustizia.
Il post di Gültekin ha suscitato grande interesse sui social media ed è stato sostenuto da molti utenti.
Davutoğlu, nella dichiarazione rilasciata durante la riunione di gruppo, esprimendo il suo profondo dolore per la morte dei 5 bambini bruciati vivi a Smirne, aveva sottolineato che tali eventi non dovrebbero essere affrontati in chiave politica, ma nel quadro di una responsabilità sociale.