L'agenda politica è la commissione per l'"apertura": il CHP rivela l'unico nome che ha votato contro
Il CHP ha presentato al Presidente della Grande Assemblea Nazionale Turca, Numan Kurtulmuş, un documento di proposta di 16 pagine per la commissione di "apertura" che si prevede di istituire in Parlamento. Mentre la proposta di commissione, che ha trovato ampio sostegno nel Comitato Esecutivo Centrale (MYK), ha ricevuto una sola obiezione, Özgür Özel ha parlato chiaramente del processo. Allo stesso tempo, è emerso il nome che all'interno del CHP ha votato contro la partecipazione alla commissione.
Secondo quanto riportato dal giornalista İsmail Saymaz nel suo editoriale, il Comitato Esecutivo Centrale (MYK) del CHP ha discusso nei giorni scorsi la questione della partecipazione alla commissione di "apertura" che si prevede di istituire in Parlamento. Molti membri intervenuti durante la riunione del MYK hanno espresso il loro sostegno affinché la "questione curda" venga risolta sotto l'egida del Parlamento.
Il presidente del partito, Özgür Özel, dopo aver ascoltato le opinioni durante la riunione, ha chiesto: "C'è qualcuno che la pensa diversamente?". Nel MYK, composto da 22 persone, solo una persona, il deputato di Smirne e vicepresidente del partito Murat Bakan, ha alzato la mano per esprimere un parere contrario alla partecipazione alla commissione.
PRESENTATA A KURTULMUŞ UNA TABELLA DI MARCIA DI 16 PAGINE
Il CHP ha consegnato al Presidente della TBMM, Numan Kurtulmuş, un documento di proposta di 16 pagine riguardante i principi fondamentali della commissione e il suo funzionamento. Nel testo sono state illustrate in dettaglio le condizioni per far parte della commissione. I titoli e i principi proposti hanno attirato l'attenzione.
Secondo il primo punto proposto dal CHP, il nome della commissione non dovrebbe richiamare lo slogan di alcun partito politico o alleanza. A tal proposito, è stato proposto il nome "Commissione per la Pace Sociale, la Giustizia e il Consenso Democratico". È stato specificato in particolare che si dovrebbero evitare retoriche di parte come "Turchia senza terrorismo".
L'AMBITO DI COMPETENZA NON SIA LIMITATO AL PKK
Nel secondo punto, è stato sottolineato che la commissione non dovrebbe avere come unico obiettivo il disarmo del PKK. È stato richiesto che l'ambito della commissione includa richieste democratiche più ampie, come "l'eliminazione di ogni forma di discriminazione, la fine delle normative e delle pratiche antidemocratiche e la trasformazione della detenzione in un'eccezione".
Nel terzo punto, è stata richiamata l'attenzione sull'importanza di istituire la commissione su una base legale. Secondo il CHP, non si dovrebbe lasciare nell'incertezza il fondamento giuridico, i poteri e l'ambito di attività della commissione; tutto ciò deve essere inserito in un quadro normativo.
Il quarto punto propone che ai partiti politici presenti in Parlamento venga assegnato il diritto di essere rappresentati da tre membri nella commissione, mentre ai partiti senza gruppo parlamentare da un solo membro. Tuttavia, questa proposta non è stata accolta per il momento. Il CHP sostiene che questo modello sia necessario in termini di giustizia rappresentativa.
LA LINEA ROSSA DEL CHP
Il settimo punto suggerisce che, per quanto riguarda l'ambito di competenza della commissione e i processi decisionali, sia richiesta una maggioranza dei tre quinti del numero totale dei membri. Secondo il CHP, se le decisioni venissero prese a maggioranza semplice, la commissione potrebbe trasformarsi in una struttura in cui il partito al governo impone la propria agenda all'opposizione.
Per questo motivo, il presidente Özgür Özel ha dichiarato chiaramente che la commissione sarà sostenuta solo se opererà sulla base di una "maggioranza qualificata".