Emergono dettagli sull'inchiesta ROK: la rete telefonica decriptata svela un sistema colossale! Il dettaglio su Halil Falyalı
Sono emersi i retroscena dell'operazione contro le scommesse illegali e il riciclaggio di denaro condotta in 21 province con base ad Adana. Si è appreso che l'indagine è stata avviata a seguito della decriptazione di un telefono cellulare sequestrato nel 2024. Nell'inchiesta, che coinvolge anche Rasim Ozan Kütahyalı, sono stati rilevati movimenti di denaro sospetti per circa 200 miliardi di lire turche, ed è stato accertato che l'organizzazione era guidata da Selahattin Akın Uzun, con legami nella RTCN (Repubblica Turca di Cipro del Nord).
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Nell'ambito dell'indagine condotta dall'Ufficio investigativo per i reati di finanziamento al terrorismo e riciclaggio della Procura della Repubblica di Adana, è stata eseguita una vasta operazione contro una struttura criminale organizzata che operava su scala nazionale e internazionale.
A seguito delle attività di monitoraggio tecnico e fisico della Sezione anticrimine informatico della Direzione di Polizia di Adana, è stato accertato che l'organizzazione commetteva reati di "scommesse illegali", "frode qualificata mediante l'uso di sistemi informatici", "corruzione" e "riciclaggio di beni derivanti da attività illecite".
ACCERTATO IL RICICLAGGIO DEI PROVENTI ILLECITI TRAMITE DIVERSI SISTEMI
Secondo il fascicolo dell'inchiesta, l'organizzazione riciclava i proventi illeciti facendoli transitare attraverso istituti di moneta elettronica, conti bancari, sistemi POS virtuali, uffici di cambio, gioiellerie, società di comodo e sistemi di cripto-attività.
Dalle analisi effettuate sui movimenti bancari, sui registri HTS, sui materiali digitali e sulle cripto-attività, è emerso che l'organizzazione aveva creato infrastrutture software dedicate e sistemi di pannelli di controllo, fornendo supporto finanziario a siti di scommesse illegali.
MOVIMENTI PER 200 MILIARDI DI LIRE NEI RAPPORTI MASAK
A seguito delle analisi e degli esami finanziari preparati dal Consiglio di investigazione sui reati finanziari (MASAK), è stato indicato che sono stati rilevati movimenti di denaro sospetti e attività di riciclaggio per un valore di circa 200 miliardi di lire turche.
Nell'ambito dell'indagine, è stato emesso un mandato di arresto per 198 sospettati, tra cui 3 dirigenti bancari, 8 agenti di polizia, 4 avvocati, Rasim Ozan Kütahyalı e Selahattin Akın Uzun, indicato come il leader dell'organizzazione.
OPERAZIONE SIMULTANEA IN 21 PROVINCE
Nelle operazioni simultanee condotte il 14 maggio in 21 province con base ad Adana, sono stati arrestati 161 sospettati.
Nell'ambito dell'operazione, sono stati sequestrati 221 immobili, 120 veicoli e 3 imbarcazioni ritenuti appartenenti ai sospettati e alle società coinvolte.
IL PUNTO DI PARTENZA DELL'INDAGINE È STATO UN TELEFONO DECRIPTATO
È emerso che le basi della maxi-operazione risalgono a un telefono cellulare sequestrato durante un'altra operazione condotta ad Adana nel 2024.
Le squadre di polizia avevano fatto irruzione nell'abitazione di Serdal Tanak, indicato come membro dell'organizzazione con l'accusa di "frode qualificata". Durante l'operazione sono state sequestrate 8 pistole senza licenza, numerosi dispositivi per la produzione di criptovalute e materiale digitale.
Gli esperti di criminalità informatica, dopo aver decriptato il telefono di Tanak, che era stato arrestato, hanno ottenuto dettagli sulla struttura e sulle attività dell'organizzazione attraverso i messaggi presenti nel dispositivo.
IL DETTAGLIO SU "AKIN ABI" È ENTRATO NEL FASCICOLO
Dalle indagini della polizia è emerso che Serdal Tanak agiva secondo le istruzioni di Selahattin Akın Uzun, indicato come il leader dell'organizzazione, e che svolgeva un ruolo attivo nella gestione dell'organizzazione.
Dopo queste scoperte, il processo di raccolta delle prove per l'operazione è stato accelerato. Si è appreso che anche i rapporti del MASAK riguardanti Rasim Ozan Kütahyalı sono stati inseriti nel fascicolo dell'inchiesta.
L'IPOTESI DI UNA STRETTA RELAZIONE CON Halil Falyalı
È stato sostenuto che Selahattin Akın Uzun, cittadino della RTCN, gestisse l'organizzazione dall'estero. È stato notato che Uzun, che avrebbe legami in Montenegro e nella RTCN, utilizzava quest'ultima come centro operativo.
Nel fascicolo dell'inchiesta sono stati inclusi elementi che indicano come Uzun avesse stabilito una stretta relazione con Halil Falyalı, ucciso nel 2022, e il suo entourage per i processi di gestione dei dati digitali.
È stato riferito che la data dell'operazione è stata pianificata dopo aver appreso che Uzun, che non si sarebbe mai recato in Turchia, sarebbe arrivato a Istanbul per il matrimonio di un parente.
DETERMINATA UNA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DEL 70% NELL'ORGANIZZAZIONE
È stato accertato che Selahattin Akın Uzun, catturato prima di recarsi al matrimonio a Istanbul, deteneva una quota di partecipazione agli utili all'interno dell'organizzazione pari al 70%.
È stato registrato che i membri dell'organizzazione si riferivano a Uzun come "Akın abi" (fratello Akın) e che i movimenti finanziari venivano monitorati tramite rapporti giornalieri e settimanali.
135 SOSPETTATI ARRESTATI
Sette dei sospettati, le cui procedure presso la polizia sono state completate, sono stati rilasciati su istruzione della procura. I restanti 154 sospettati sono stati trasferiti in tribunale il 17 maggio.
Tra le 135 persone arrestate dal tribunale figurano Selahattin Akın Uzun, Rasim Ozan Kütahyalı e Serdal Tanak, che si trovava già in carcere.