Come funzionerà il processo di disarmo dell'organizzazione terroristica PKK? È attivo un piano in cinque fasi
Si è passati alla terza fase del processo che il governo ha definito "Turchia senza terrorismo". Fonti della sicurezza hanno annunciato che l'obiettivo è completare il processo di disarmo dell'organizzazione terroristica PKK entro quattro mesi. Saranno istituiti meccanismi distinti in Iraq, Siria, Iran e Turchia.
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Secondo le informazioni ottenute da fonti della sicurezza e dell'intelligence, il processo "Turchia senza terrorismo", avviato con l'obiettivo di porre fine alla presenza pluridecennale del gruppo terroristico separatista PKK, è stato pianificato in cinque fasi. In questo processo, giunto a una soglia critica, si è passati alla terza fase, ovvero quella della deposizione delle armi da parte dell'organizzazione.
COME SI È STRUTTURATO IL PROCESSO?
Secondo le unità di intelligence, il processo si articola nelle seguenti cinque fasi:
Prima Fase: L'inizio del processo è avvenuto con l'appello del Presidente Recep Tayyip Erdoğan ad "rafforzare il fronte interno" ad Ahlat. A questo appello ha fatto seguito l'iniziativa del leader dell'MHP, Devlet Bahçeli.
Seconda Fase: In questa fase si sono verificati i messaggi provenienti dal carcere di İmralı, i contatti stabiliti dal partito DEM e la decisione di scioglimento del PKK.
Terza Fase (Fase attuale): La fase di deposizione delle armi. In questa fase, vengono effettuate pianificazioni specifiche per il disarmo dell'organizzazione in Turchia, Iraq, Siria e Iran.
Quarta Fase: In questa fase, che include la democratizzazione e le riforme legislative, si prevede un ruolo attivo del Parlamento.
Quinta Fase: Processo di integrazione sociale e adattamento psicologico. Secondo le fonti, quest'ultima fase sarà la più difficile e quella più esposta a provocazioni.
UN APPROCCIO DISTINTO PER QUATTRO PAESI NEL PIANO DI DISARMO
Secondo quanto riportato da NTV, si stima che il gruppo terroristico conti circa 8-10 mila membri. Nel processo di deposizione delle armi, verranno messi in atto metodi adeguati alla struttura geopolitica di ciascun paese.
In Iraq: Nell'ambito dei negoziati condotti con il governo, l'obiettivo è lo sgombero delle regioni di Qandil, Metina e Zap e la raccolta delle armi.
In Siria: Si richiede l'attuazione dell'accordo in 8 punti raggiunto tra l'amministrazione di Damasco e l'YPG. Si prevede che i terroristi depongano le armi e si uniscano all'esercito siriano. Le autorità dichiarano che non è possibile accettare richieste di autonomia.
In Iran: Si richiede che l'amministrazione di Teheran sostenga il processo. L'atteggiamento dell'Iran nei confronti della presenza armata del PKK nella regione viene seguito con attenzione.
In Turchia: Le forze armate turche (TSK) e le unità di intelligence stanno conducendo un lavoro congiunto affinché i terroristi, il cui numero è indicato tra 50 e 100, si arrendano.
DOVE ANDRÀ IL QUADRO DIRIGENZIALE?
Anche il futuro dei 30-50 membri di alto livello del PKK fa parte della pianificazione. Le fonti della sicurezza valutano che queste persone rimarranno molto probabilmente nella regione di Sulaymaniyah in Iraq, mentre alcune potrebbero trasferirsi in Europa.
SI PREVEDE UNA DURATA DI QUATTRO MESI
Le fonti hanno spiegato che il processo non è limitato a una data precisa, ma che l'obiettivo è completare la terza fase entro quattro mesi. Il MIT (Organizzazione Nazionale di Intelligence) verificherà sul campo se le armi siano state effettivamente deposte e presenterà un rapporto diretto al Presidente.
POSSONO SEGUIRE PASSI SIMULTANEI
Se la terza fase procederà senza intoppi, alcune misure legislative potrebbero essere adottate simultaneamente. In questo contesto, i temi all'ordine del giorno sono i seguenti:
Il rilascio dei detenuti malati e anziani,
La limitazione delle pratiche di nomina dei commissari (kayyum),
Nuove disposizioni per consentire ad avvocati, familiari e visitatori di recarsi al carcere di İmralı,
Modifiche alla legge sull'esecuzione penale in fase di preparazione.