Brutte notizie per i terroristi del PKK: saranno arrestati non appena arriveranno in Europa
Dopo l'annuncio di scioglimento dell'organizzazione terroristica separatista PKK, ci si interroga su quali paesi raggiungeranno i cosiddetti leader dell'organizzazione. Nel caso in cui i terroristi del PKK si recassero in Europa, è previsto il loro arresto immediato a causa di reati internazionali legati al traffico di droga. Ecco i dettagli...
12punto
Il futuro dei vertici dell'organizzazione terroristica PKK, che il 12 maggio ha annunciato la decisione di sciogliersi, rimane incerto. I nomi presenti nelle liste dei terroristi ricercati in Europa sono anche a rischio a causa dei loro fascicoli giudiziari internazionali.
ERANO STATI DICHIARATI TRAFFICANTI DI DROGA DAGLI STATI UNITI
Nel 2011, l'Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva designato Murat Karayılan, Cemil Bayık, Duran Kalkan, Ali Rıza Altun e Zübeyir Aydar come "Trafficanti di droga appositamente designati".
Questo status rende possibile il loro arresto non appena metteranno piede in Europa.
I PAESI NORDICI SONO VISTI COME L'IPOTESI PIÙ PROBABILE
Si discute della possibilità che i cosiddetti leader si stabiliscano in paesi del nord Europa come Norvegia, Svezia e Finlandia. Tuttavia, si prevede che anche questi paesi agiranno in conformità con gli accordi internazionali e i precedenti penali.
ANCHE IL DIRITTO D'ASILO DIVENTA NON VALIDO
Secondo quanto riportato dal quotidiano Sözcü, con l'annuncio dello scioglimento dell'organizzazione, anche le richieste di asilo di circa 50 mila membri del PKK all'estero potrebbero perdere il loro fondamento giuridico. Questa situazione ha reso controverso il futuro delle strutture presenti soprattutto in Europa.
L'EUROPA E L'UE CONSIDERANO IL PKK UN'ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA
I paesi europei mantengono ufficialmente il PKK nella lista delle organizzazioni terroristiche dagli anni '90, mentre l'Unione Europea lo fa dal 2004. Per questo motivo, rimane un serio enigma come i leader, che ottengono le loro risorse finanziarie attraverso droga, ricatti e contrabbando, possano essere inseriti in un "quadro legale".