Fatih Altaylı valuta l'attacco informatico di Israele: 'Parliamoci chiaro, hanno fatto uno show'

Il giornalista Fatih Altaylı, richiamando l'attenzione sull'operazione di Israele volta a far esplodere i cercapersone utilizzati da Hezbollah, ha sottolineato che questa mossa non è stata solo un attacco, ma anche un messaggio al mondo.

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Il giornalista Fatih Altaylı, in merito all'esplosione simultanea dei cercapersone elettronici utilizzati da Hezbollah per mano di Israele, ha commentato: "Parliamoci chiaro, Israele ha fatto uno show"

Nel suo articolo di oggi, Altaylı ha dichiarato riguardo all'operazione dei "cercapersone" di Israele contro Hezbollah: "Prendere il controllo remoto dei dispositivi utilizzati dai membri di un'organizzazione che consideri una minaccia, un gruppo che definisci organizzazione terroristica, i quali si affidano alla tecnologia obsoleta per non farti catturare, e usarli come armi per uccidere o ferire i membri di quell'organizzazione non è un'impresa da poco"

Affermando che "questo è un messaggio al mondo", Altaylı ha usato le seguenti espressioni:

"Da questo momento in poi, tutti sanno che il telefono cellulare che avete in mano, il cercapersone alla cintura, probabilmente il computer portatile davanti a voi, la lampadina sopra la vostra testa, il frigorifero in cucina, forse anche il bollitore in cui mettete il tè, persino l'automobile che utilizzate (non è necessario che sia elettrica) sono armi che possono essere usate contro di voi.

Possiamo arrabbiarci con Israele, possiamo condannarlo, possiamo accusarlo di irresponsabilità, possiamo incolparlo di non aver tenuto conto dei civili.

Ma ditemi francamente, se i servizi di intelligence turchi avessero 'neutralizzato' i terroristi del PKK o dell'YPG usando i loro telefoni o i cercapersone che portavano alla cintura, se arrivasse la notizia che il Comitato Centrale del PKK è stato eliminato a Kandil facendo esplodere i loro telefoni cellulari, non vi farebbe piacere!"