EŞİK nel 6° anniversario lancia un messaggio sulla Convenzione di Istanbul: Non rinunciamo ai nostri diritti

Nel comunicato diffuso per il suo 6° anniversario, EŞİK ha ribadito il proprio impegno nella lotta per la Convenzione di Istanbul, la legge n. 6284 e i diritti acquisiti dalle donne.

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EŞİK – Piattaforma delle Donne per l'Uguaglianza, ha pubblicato una dichiarazione scritta sottolineando che il 1° agosto rappresenta sia l'anniversario della fondazione della piattaforma, sia il giorno in cui la Convenzione di Istanbul è entrata in vigore per la Turchia. Nel suo 6° anno di attività, la piattaforma ha annunciato che continuerà la lotta per il diritto alla vita delle donne, per la cittadinanza paritaria e per una vita libera dalla violenza.

Nella nota si ricorda che EŞİK è stata fondata il 1° agosto 2020, in un periodo in cui gli attacchi ai diritti acquisiti delle donne e delle persone LGBTI+ erano in aumento. La piattaforma ha affermato che le organizzazioni femminili indipendenti, riunitisi contro i tentativi di amnistia per gli autori di abusi sessuali su minori, hanno formato una rete di solidarietà più ampia in seguito agli attacchi contro la Convenzione di Istanbul.

EŞİK ha dichiarato di mantenere un approccio organizzativo orizzontale e non gerarchico, con la partecipazione di donne provenienti da diverse città, generazioni ed esperienze di lotta della Turchia. Nella dichiarazione si sottolinea che la fondazione della piattaforma non è stata "solo la creazione di una nuova piattaforma, ma una nuova forma di organizzazione della lotta decennale del movimento delle donne in Turchia".

EŞİK, nella sua dichiarazione, ha posto l'accento sulla lotta delle donne per la cittadinanza paritaria e il diritto alla vita.

La piattaforma ha sottolineato che la Convenzione di Istanbul è un trattato fondamentale sui diritti umani che impone agli Stati l'obbligo di prevenzione, protezione, indagine, perseguimento e sviluppo di politiche olistiche per proteggere le donne dalla violenza. EŞİK ha inoltre ricordato la battaglia legale condotta presso il Consiglio di Stato (Danıştay) contro la decisione di ritirarsi dalla Convenzione.

Nella dichiarazione si afferma che le cause presso il Consiglio di Stato sono state seguite con le procure di oltre mille avvocate, sottolineando che questo processo non è solo la difesa di una convenzione, ma una lotta per difendere il diritto alla vita delle donne, il principio di cittadinanza paritaria, lo stato di diritto e la democrazia.

EŞİK ha sostenuto che la Convenzione di Istanbul rimane in vigore in virtù dell'articolo 90 della Costituzione, della legge n. 6284 e della legge di ratifica n. 6251. La piattaforma, richiamando il principio di "non regressione" nel diritto internazionale dei diritti umani, ha affermato che gli Stati non possono adottare normative che eliminino i diritti acquisiti che garantiscono l'uguaglianza e il diritto alla vita delle donne, né ridurre il livello di protezione esistente.

Nella nota si sostiene che, dopo la decisione di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul, i femminicidi, le morti sospette di donne e la violenza contro le donne sono aumentati. La piattaforma ha sostenuto che le politiche incentrate sulla famiglia e sulla demografia, i tentativi di indebolire i principi fondamentali del Codice Civile e le discussioni sul diritto agli alimenti minacciano i diritti delle donne.

Nel suo messaggio, EŞİK ha dichiarato: "Non rinunceremo a difendere il diritto alla vita delle donne, la laicità, la cittadinanza paritaria, lo Stato di diritto sociale e democratico e la Convenzione di Istanbul". La piattaforma ha affermato che la solidarietà femminile è una delle garanzie più forti della lotta per l'uguaglianza.