Era emerso il riferimento all'MHP nel Comune di Kütahya: causa contro l'esponente del CHP che aveva rilasciato dichiarazioni!
Nel Comune di Kütahya, amministrato dall'MHP, era stata preparata una lista per le assunzioni del personale. Dopo che in tale lista sono apparsi i nomi di dirigenti dell'MHP come 'referenze' per i candidati da assumere, è stato ipotizzato che venisse praticato il 'favoritismo' nelle assunzioni. Inoltre, è stata intentata una causa per violazione della legge sulla protezione dei dati personali (KVKK) contro l'esponente del CHP che aveva sollevato la questione. Il tribunale ha emesso una sentenza di assoluzione.
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La presenza di nomi legati all'MHP nella lista preparata per le assunzioni del personale presso il Comune di Kütahya, amministrato dall'MHP, ha sollevato accuse di 'favoritismo' basate su presunte 'referenze'.
Secondo quanto riportato da Cengiz Karagöz del CHP, è stata presentata una denuncia contro la consigliera comunale del CHP Ruhsen Kumdalı, accusata di aver violato la Legge sulla protezione dei dati personali (KVKK) per aver rilasciato dichiarazioni in merito alle accuse di favoritismo. Nel processo tenutosi il 12 gennaio presso il 3° Tribunale Penale di Primo Grado di Kütahya, la corte ha emesso una sentenza di assoluzione per Kumdalı.
Nella sentenza, facendo riferimento a una precedente decisione della 12ª Sezione Penale della Corte di Cassazione (Yargıtay), sono state incluse le seguenti espressioni:
“Si deve intendere per dati personali ogni informazione relativa a una persona fisica che ne determini l'identità o la renda identificabile, che la distingua dagli altri individui nella società e che sia idonea a rivelarne le caratteristiche; le azioni degli imputati, limitatesi alla sola indicazione di nome e cognome, non sono idonee a identificare la persona."
ENFASI SULL'ETICA
Commentando la questione, Kumdalı ha dichiarato: “La KVKK, purtroppo, viene spesso messa in atto con l'obiettivo di impedire l'accesso alla verità, venendo utilizzata per scopi diversi da quelli previsti. Nel caso che abbiamo vissuto, questo metodo, a cui il Comune ha fatto ricorso per cercare di insabbiare gli eventi legati alle assunzioni, per agire in segretezza e per prevenire denunce simili, si è scontrato con lo stato di diritto ed è fallito. Accogliamo con favore questa esemplare decisione giudiziaria che impedirà il ricorso a tali pratiche volte a bloccare le obiezioni contro eventi simili”.
Affermando che i comuni sono enti pubblici con l'obbligo di rendere conto ai cittadini, Kumdalı ha aggiunto: “Trasparenza e responsabilità devono essere accettate come elementi fondamentali nelle decisioni prese dai comuni. Questa causa ha ricordato a tutti che il nepotismo, che danneggia non solo il servizio pubblico ma anche la democrazia, deve essere percepito come un problema etico molto serio, e che i comportamenti contrari a questi principi fondamentali sono inaccettabili”.