Emesse la sentenza per il cugino di Tarkan, sotto processo per omicidio
È stata emessa la sentenza nel processo contro Servet Tevetoğlu, cugino del celebre cantante Tarkan, e altri 5 imputati per l'omicidio di Ercan Gönülkırmaz (28), prima colpito da colpi di arma da fuoco nel suo posto di lavoro a Esenyurt e successivamente bruciato vivo all'interno del negozio. Il tribunale ha condannato 5 degli imputati all'ergastolo ostativo per il reato di 'omicidio volontario premeditato'.
İHA
È stata emessa la sentenza nel processo che vedeva imputate 6 persone, tra cui Servet Tevetoğlu, cugino di Tarkan, per l'omicidio di Ercan Gönülkırmaz, ucciso il 17 gennaio 2017 dopo essere stato ferito da colpi di arma da fuoco e dato alle fiamme nel suo posto di lavoro a Esenyurt.
Durante l'udienza tenutasi presso la 6ª Corte d'Assise di Bakırköy, l'imputato detenuto Servet Tevetoğlu è stato presente tramite il sistema SEGBİS. All'udienza hanno partecipato anche le parti lese Yüksel Çelik, Hava Gönülkırmaz e gli avvocati di parte.
Nel corso dell'udienza, il tribunale ha dichiarato che il mandato di cattura internazionale (red notice) nei confronti dell'imputato Turgay Tokur non è stato eseguito.
Interpellata durante l'udienza, la parte lesa Yüksel Çelik ha dichiarato: "Voglio che gli imputati ricevano la pena massima". La madre della vittima, Hava Gönülkırmaz, ha affermato: "Sono passati 7 anni e gli assassini non sono stati catturati. Voglio che ricevano la pena più severa".
L'imputato Servet Tevetoğlu, chiamato a rendere le sue ultime dichiarazioni, ha chiesto l'assoluzione.
Nel pronunciare la sentenza, il tribunale ha deciso di stralciare la posizione dell'imputato latitante Turgay Tokur, a causa della mancata esecuzione del mandato di cattura internazionale e dell'ordine di arresto fino ad oggi. Il tribunale ha condannato gli imputati Servet Tevetoğlu, Akın Özagin, Arif Rasim Topçu, Nihat Budak e Murat Budak all'ergastolo ostativo per il reato di 'omicidio volontario premeditato'.
Nella sentenza è stato inoltre disposto l'ordine di cattura ai fini dell'arresto per Akın Özagin, Arif Rasim Topçu, Nihat Budak e Murat Budak, che erano stati processati a piede libero. D'altra parte, gli imputati sono stati condannati a due anni di reclusione ciascuno per il reato di 'danneggiamento di beni'.
DALL'ATTO DI ACCUSA
Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Bakırköy, sono stati ricostruiti i fatti avvenuti il 17 gennaio 2017 a Esenyurt. L'atto di accusa descrive come, intorno alle 02:00 della notte del giorno dell'evento, alcune persone armate si siano recate presso una salumeria di proprietà di Yüksel Çelik, abbiano sparato alla vittima Ercan Gönülkırmaz e abbiano versato del liquido infiammabile portato con sé all'interno del locale, appiccando il fuoco.
Nell'atto di accusa si riferisce che Ercan Gönülkırmaz ha perso la vita e che il locale è diventato inutilizzabile a causa dell'incendio, precisando che gli imputati Servet Tevetoğlu, Akın Özagin, Arif Rasim Topçu e Turgay Tokur si sono recati sul luogo con due automobili, che uno degli imputati ha sparato alla vittima e che Servet Tevetoğlu ha dato fuoco al locale prima di fuggire in auto.
Per Servet Tevetoğlu, Akın Özagin, Arif Rasim Topçu, Murat Budak, Nihat Budak e Turgay Tokur era stata richiesta la condanna all'ergastolo ostativo e fino a 9 anni di reclusione per i reati di 'omicidio per motivi di vendetta di sangue', 'danneggiamento di beni' e 'porto abusivo di armi'.
Servet Tevetoğlu, dopo aver trascorso 2 anni in carcere per questo evento, era stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 250 mila TL e con l'obbligo di firma. Tevetoğlu era poi evaso dal carcere a regime aperto senza pagare la cauzione, per essere infine catturato a Edirne.