Emergono le chat WhatsApp del proprietario del Bebek Otel, Muzaffer Yıldırım

Dalle analisi effettuate sul telefono del proprietario del Bebek Otel, Muzaffer Yıldırım, sono stati recuperati 550 mila messaggi WhatsApp. È emerso che tra le conversazioni vi sono scambi con diversi imprenditori. Si ipotizza che il corso dell'indagine possa cambiare alla luce di queste nuove scoperte.

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In seguito all'arresto del proprietario del Bebek Otel, Muzaffer Yıldırım, nell'ambito di un'indagine per "stupefacenti" e "prostituzione", l'analisi del suo telefono ha permesso di recuperare 550 mila messaggi WhatsApp. L'esame ha portato alla luce non solo le conversazioni di Yıldırım con vari imprenditori, ma anche diverse informazioni rilevanti.

NELLE CHAT EMERGONO CONVERSAZIONI CON IMPRENDITORI

Grazie all'analisi tecnica condotta dal collegio peritale, sono state recuperate parti significative dei 550 mila messaggi WhatsApp presenti sul telefono di Yıldırım.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Yeni Şafak, vicino al governo, l'esame ha rivelato numerosi dettagli, tra cui foto scattate ai frequentatori del Club House, la sospensione dell'ordine di demolizione del locale denominato Club House e comunicazioni riguardanti il Bebek Otel.

Inoltre, è emerso che tra le chat vi sono conversazioni intrattenute con alcuni imprenditori noti per la loro vicinanza al governo. Questo sviluppo potrebbe cambiare il corso dell'indagine.

Le autorità hanno dichiarato che le analisi tecniche sui materiali digitali proseguono e che i risultati ottenuti sono stati aggiunti al fascicolo dell'inchiesta. Gli accertamenti forniscono indizi importanti sul fatto che l'indagine potrebbe approfondirsi ulteriormente.

COSA ERA SUCCESSO?

Il proprietario del Bebek Otel, Muzaffer Yıldırım, è stato posto in stato di fermo il 5 gennaio 2025 e, il 7 gennaio, è stato arrestato dal Giudice di Pace presso il Tribunale di Istanbul. Durante il periodo di fermo, Yıldırım era stato condotto all'Istituto di Medicina Legale (ATK) per un test antidroga, durante il quale erano stati prelevati campioni di sangue e tessuti. I test hanno rilevato tracce di cannabis nei capelli di Yıldırım, risultando positivi agli stupefacenti.

SEQUESTRATI I BENI

La Procura della Repubblica di Istanbul, affermando che vi sono seri indizi sul fatto che il patrimonio di Yıldırım provenga da attività illecite e che il reddito in questione sia stato riciclato, ha richiesto il sequestro dei suoi beni. L'8° Giudice di Pace di Istanbul ha disposto il sequestro del patrimonio di Yıldırım. Nella nota della Procura è stato inoltre specificato che nei confronti di Yıldırım è stata avviata un'indagine anche per il reato di "riciclaggio di denaro".