Emergono messaggi scioccanti nell'inchiesta su Gülistan Doku: 'Canterò tutto, vedrete di che pasta sono fatto'

Nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Gülistan Doku, sono stati decifrati i messaggi scambiati tra il fuggitivo Umut Altaş, destinatario di una notifica rossa dell'Interpol, e suo padre Celal Altaş.

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L'inchiesta sulla scomparsa di Gülistan Doku, studentessa universitaria svanita nel nulla a Tunceli nel 2020, ha assunto una nuova dimensione. Gli ultimi documenti acquisiti agli atti hanno portato alla luce le conversazioni tra il fuggitivo Umut Altaş e suo padre. Questi messaggi, emersi nei giorni scorsi nel corso delle indagini, sono di natura tale da poter cambiare il corso del fascicolo.

EMERGONO I MESSAGGI TRA UMUT ALTAŞ E IL PADRE

Secondo quanto riportato dal quotidiano Sabah, i messaggi inseriti nel fascicolo d'inchiesta contengono dichiarazioni sospette del fuggitivo Umut Altaş rivolte al padre. Nei messaggi inviati al genitore, Altaş ha lanciato una grave minaccia affermando: "Chiamerò la signora procuratore e racconterò tutto". In un'altra conversazione, ha adottato un tono ancora più minaccioso scrivendo: "Canterò tutto, vedrete di che pasta sono fatto".

Umut Altaş, fuggito in Messico nel 2022 e successivamente entrato illegalmente negli Stati Uniti, è stato colpito da una notifica rossa dell'Interpol. I messaggi scambiati dal fuggitivo con il padre offrono informazioni cruciali sui processi legati alla commissione del reato. In particolare, frasi come "Racconterò tutto alla signora procuratore. Dirò che mi hai mandato tu in America" mettono in luce un possibile coinvolgimento criminale della famiglia Altaş.

LA RICHIESTA DI DENARO DEL PADRE CELAL ALTAŞ

Un altro elemento che ha attirato l'attenzione nelle conversazioni è la richiesta di denaro avanzata da Umut Altaş al padre. Nei messaggi del 9 gennaio 2026, si legge che Altaş ha scritto al padre: "Pensi che sia così facile, vero? Quello che avete fatto avrà un prezzo. Oggi aspetto 9 mila dollari sul mio conto", ricevendo in risposta dal padre Celal Altaş una dura replica: "Allora sai tutto, disgraziato".

RICHIESTA LA RESTITUZIONE DI 150 MILA DOLLARI

D'altra parte, è stato accertato che nelle conversazioni Celal Altaş ha richiesto la restituzione di 150 mila dollari precedentemente inviati al figlio Umut Altaş. Questo scambio di denaro tra padre e figlio è stato registrato come un altro dettaglio importante che potrebbe portare a un approfondimento delle indagini.

L'inchiesta, che prosegue dal giorno della scomparsa di Gülistan Doku, attira l'attenzione con nuovi sviluppi ogni giorno che passa. I messaggi del fuggitivo Umut Altaş rivelano nuovi collegamenti che potrebbero essere determinanti nella scomparsa di Doku.

COSA ERA SUCCESSO?

Le ricerche avviate per Gülistan Doku, scomparsa a Tunceli nel 2020, non avevano dato alcun esito.

Nel fascicolo riaperto, l'inchiesta condotta con le accuse di 'omicidio volontario', 'violenza sessuale', 'occultamento o distruzione di prove di reato', 'distruzione o alterazione di dati mediante accesso illegale a sistemi informatici', 'sequestro di persona', 'omessa denuncia di reato' e 'favoreggiamento di criminale', ha portato al fermo di diverse persone, tra cui l'ex governatore Tuncay Sonel, il figlio di Tuncay Sonel, Mustafa Türkay Sonel, l'ex agente di polizia Gökhan Ertok (accusato di aver cancellato i dati dalla scheda SIM di Doku), l'ex primario dell'Ospedale Statale di Tunceli Çağdaş Özdemir (accusato di aver cancellato i registri ospedalieri), l'ex dipendente dell'Amministrazione Provinciale Speciale di Tunceli Erdoğan Elaldı, Celal Altaş, Nurşen Arıkan, Ferhat Hanedan Güven e il fidanzato di Doku, Zeinal Abakarov.