Emergono le dichiarazioni in tribunale dell'infermiera che ha maltrattato un neonato di 5 giorni: 'È stato un riflesso momentaneo'
Nel processo contro l'infermiera finita al centro delle cronache per aver maltrattato un neonato di 5 giorni a Kahramanmaraş, l'imputata si è difesa in aula dicendo: "Sono una madre anch'io, ho un figlio che va alle elementari e ha bisogno di me. Sono molto pentita per il gesto che ho compiuto".
İHA
Si è tenuta la prima udienza del processo relativo alle accuse di maltrattamenti su un neonato di 5 giorni ricoverato nell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale di un ospedale universitario a Kahramanmaraş. L'infermiera H.D.B., arrestata dopo la diffusione delle immagini, è comparsa oggi davanti al giudice.
Nell'ambito del procedimento giudiziario avviato in seguito al raccapricciante episodio avvenuto il 26 maggio 2021 presso l'Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale di Ricerca e Applicazione Sanitaria dell'Università Sütçü İmam di Kahramanmaraş, era stato emesso un ordine di custodia cautelare nei confronti di H.D.B.
La prima udienza del processo si è svolta presso il 10° Tribunale Penale di Primo Grado di Kahramanmaraş. All'udienza hanno partecipato l'infermiera imputata e gli avvocati delle parti.
Su invito del presidente della corte, l'imputata H.D.B., collegata all'udienza tramite il sistema SEGBİS, ha dichiarato nella sua difesa: "Il comportamento che ho tenuto è stato frutto di un riflesso momentaneo. Non ho agito in alcun modo con l'intento di arrecare danno. Svolgevo la mia professione nel miglior modo possibile. Sono una madre, ho un figlio che frequenta la scuola elementare e ha bisogno di me. Sono molto pentita per il gesto che ho compiuto".
IL SUO AVVOCATO HA CHIESTO LA SCARCERAZIONE
L'avvocato difensore dell'imputata, Mustafa Çakrak, sostenendo che durante la gravidanza fosse stata diagnosticata la sindrome di Down al neonato, ha affermato: "La madre è stata ricoverata più volte in terapia intensiva. Non è stato stabilito alcun nesso di causalità con l'evento, chiedo che venga disposta la scarcerazione della mia assistita".
Il legale della parte civile, l'avv. Sait Bolat, ha contestato tale difesa dichiarando: "La nostra assistita non ha una tale patologia. Non è possibile per noi accettare il rapporto menzionato. Richiediamo il mantenimento dello stato di custodia cautelare".
È stato inoltre riferito che il rapporto dell'Istituto di Medicina Legale presente nel fascicolo non è stato accettato da nessuna delle due parti. Il collegio giudicante ha deciso per il mantenimento dello stato di custodia cautelare dell'imputata e per l'integrazione degli elementi mancanti, rinviando l'udienza al 1° aprile.