Dopo l'omicidio di Atlas, tornano al centro dell'attenzione il bullismo tra pari e quel video: picchiato a calci e pugni

Mentre l'aumento del bullismo tra pari che si riversa nelle strade rende gli episodi sempre più pericolosi, l'inadeguatezza degli interventi porta a eventi che culminano in omicidi.

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Recentemente, in seguito all'omicidio di un ragazzo di 17 anni di nome Atlas, il tema del bullismo tra pari e le relative condivisioni sui social media sono tornati al centro del dibattito pubblico.

Uno di questi casi riguarda le immagini di percosse e insulti avvenute in un liceo nel distretto di Karadeniz Ereğli, a Zonguldak.

Le immagini, condivise sui social media negli anni scorsi e che hanno suscitato grande indignazione, mostravano uno studente dell'undicesimo anno costretto dai compagni di classe a mimare figure di gioco e a fare flessioni, oltre a essere picchiato e insultato. La famiglia dello studente aveva presentato una denuncia penale in merito.

È stata avviata anche un'indagine da parte della prefettura. Quattro studenti sono stati convocati in commissariato per rendere testimonianza in quanto coinvolti nell'episodio di violenza. Gli studenti, deferiti al consiglio di disciplina dalla direzione scolastica, hanno ricevuto una sospensione di 10 giorni.

Tuttavia, l'aumento del bullismo tra pari negli anni trascorsi e il fatto che i ragazzi abbiano iniziato a uccidersi a vicenda indicano che gli interventi sono rimasti insufficienti e che le denunce presentate non hanno portato a risultati concreti.