Divieto di manifestazioni dopo i post sulle "richieste per i diritti linguistici curdi": la Prefettura impone 7 giorni di stop
In una nota diffusa dalla Prefettura di Kocaeli si legge che, a causa di post pubblicati sui social media dal presidente e dai membri dell'"Associazione del Movimento per la Lingua Curda" riguardanti l'organizzazione di una marcia verso Ankara partendo dai confini provinciali per attirare l'attenzione sulle "richieste per i diritti linguistici curdi", tutte le manifestazioni ed eventi sono stati vietati in città per un periodo di 7 giorni.
AA
A Kocaeli, marce, riunioni in luoghi aperti e chiusi, conferenze stampa, sit-in, allestimento di stand, installazione di tende, distribuzione di volantini e altre attività simili sono state vietate per un periodo di 7 giorni.
Nella nota della Prefettura si afferma che sono stati rilevati post sui social media, pubblicati dal presidente e dai membri dell'"Associazione del Movimento per la Lingua Curda", riguardanti l'intenzione di organizzare una marcia verso Ankara partendo dai confini provinciali per attirare l'attenzione sulle "richieste per i diritti linguistici curdi".
In questo contesto, la nota precisa che sono state adottate alcune decisioni per 'garantire la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, la sicurezza e la protezione dell'incolumità generale', dichiarando quanto segue:
"Ai sensi delle disposizioni dell'articolo 11, commi (a) e (c), della Legge sull'Amministrazione Provinciale n. 5442 e dell'articolo 17 della Legge sulle Riunioni e Manifestazioni n. 2911, all'interno dei confini della provincia di Kocaeli, ogni tipo di azione/evento (marce, riunioni in luoghi aperti e chiusi, conferenze stampa, sit-in, allestimento di stand, campagne di raccolta firme, installazione di tende, accensione di torce, distribuzione di volantini/opuscoli, proteste e simili), nonché l'ingresso nei confini provinciali di veicoli e persone giunti per sostenere tali iniziative, sono vietati per un periodo di 7 giorni, dalle ore 00:01 del 31 ottobre alle ore 23:59 del 6 novembre."