Dichiarazioni di Bülent Arınç su 'Erdoğan', 'elezioni anticipate' e 'candidatura': Che perdano il sonno

L'ex presidente della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), Bülent Arınç, ha rilasciato dichiarazioni degne di nota in merito alla ricandidatura del presidente dell'AKP e capo dello Stato, Recep Tayyip Erdoğan, e al dibattito sul "post-Erdoğan".

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Arınç, sottolineando che in base alla Costituzione Erdoğan non potrebbe candidarsi se le elezioni si tenessero secondo il calendario ordinario, ha affermato: "Il nostro Presidente non potrebbe dire 'Mio fratello è questo'? Ci sono molti nomi, sia all'interno che all'esterno del partito. Se qualcuno dice che non può farlo, vedrà. Che perdano il sonno".

Rispondendo alle domande di Hasan Basri Akdemir su HBA Medya, l'ex presidente della TBMM Bülent Arınç ha dichiarato di aver incontrato il presidente Erdoğan per circa un'ora dopo il ritiro dell'AKP a Sapanca.

Affrontando il dibattito sulla ricandidatura di Erdoğan, Arınç ha fatto riferimento alla normativa costituzionale, affermando che se le elezioni si svolgessero nella data prevista, Erdoğan non potrebbe ricandidarsi.

"Se si tengono nei tempi previsti, il nostro stimato Presidente non può candidarsi. C'è una sola condizione", ha detto Arınç, spiegando che tale condizione è che la TBMM decida di rinnovare le elezioni.

Arınç ha affermato che Erdoğan potrebbe essere determinante non solo per la propria candidatura, ma anche nel caso in cui si debba prendere in considerazione un nome diverso dal suo.

“SE LE ELEZIONI SI TENGONO NEI TEMPI PREVISTI, ERDOĞAN NON PUÒ CANDIDARSI”

Interpellato sulle dichiarazioni di Devlet Bahçeli e del portavoce dell'AKP Ömer Çelik, secondo cui "Il nostro candidato è Recep Tayyip Erdoğan", Arınç ha detto di considerare tali affermazioni politicamente normali.

Tuttavia, richiamando il quadro costituzionale, Arınç ha ribadito che se le elezioni si tenessero nella data ordinaria, Erdoğan non potrebbe ricandidarsi.

Arınç ha dichiarato: "Ma ora tutti sanno che se le elezioni si tengono nei tempi previsti, nel giorno stabilito, il nostro stimato Presidente non può candidarsi. C'è una sola condizione".

“SE IL PARLAMENTO ANTICIPA LE ELEZIONI, PUÒ CANDIDARSI”

Arınç ha affermato che la ricandidatura di Erdoğan sarebbe possibile solo se il Parlamento decidesse di anticipare le elezioni.

L'ex presidente della TBMM ha dichiarato: "Se la Grande Assemblea Nazionale Turca anticipa le elezioni prima della data prevista, allora c'è la possibilità di candidarsi nuovamente".

Ricordando che per questo è necessaria una maggioranza di 360 voti in Parlamento, Arınç ha affermato di non ritenere corretto fissare la data delle elezioni fin da oggi.

Arınç ha detto: "Se Dio vuole, se tutto va bene, se procede normalmente e il nostro stimato Presidente desidera candidarsi di nuovo, allora bisogna compiere uno sforzo affinché una maggioranza in Parlamento anticipi le elezioni".

“È PER CHIUDERE I DIBATTITI”

Arınç ha valutato le dichiarazioni di Bahçeli e Ömer Çelik sulla candidatura di Erdoğan come una mossa per "chiudere i dibattiti".

"Annunciarlo oggi serve forse a troncare alcune discussioni", ha detto Arınç, aggiungendo di concordare su questo punto con il portavoce dell'AKP Ömer Çelik.

“IL CANDIDATO DI BÜLENT ARINÇ È TAYYİP BEY?”

Durante l'intervista, ad Arınç è stata posta direttamente la domanda: "Il candidato di Bülent Arınç è Tayyip Bey?".

Arınç non ha risposto facendo nomi. "Non entro in quel merito", ha detto, sottolineando poi il processo di fondazione dell'AKP e la cultura della rinuncia del partito.

Arınç ha affermato: "Il nostro AK Parti è stato fondato sulla rinuncia, è stato fondato sul sacrificio".

HA CITATO L'ESEMPIO DI ABDULLAH GÜL

Descrivendo la solidarietà politica durante il periodo di fondazione dell'AKP, Arınç ha citato come esempio il passaggio dell'incarico di primo ministro da Abdullah Gül a Erdoğan.

Ricordando che dopo le elezioni del 2002 il governo fu formato da Abdullah Gül a causa dell'interdizione politica di Erdoğan, Arınç ha raccontato che, dopo le elezioni di Siirt, Gül cedette la carica di primo ministro a Erdoğan.

Arınç ha dichiarato: "Abdullah Bey, ne sono testimone, disse: 'No, la carica di primo ministro è un diritto di Tayyip Bey. Avevamo parlato così. È arrivato, gliela cederò immediatamente'. Chi lo fa?".

“LASCIATE CHE METTA UNA PULCE NELL'ORECCHIO”

La parte più notevole dell'intervista è stata quella relativa alle parole di Arınç sul dibattito "post-Erdoğan".

Inviando un messaggio a coloro che stanno già facendo calcoli sui nomi per il dopo-Erdoğan, Arınç ha detto: "Ma permettetemi di mettere una pulce nell'orecchio a costoro".

Arınç ha affermato che Erdoğan potrebbe essere determinante non solo per la propria candidatura, ma anche nel caso in cui si debba prendere in considerazione un nome diverso dal suo.

“FINIAMOLA QUI. CHE PERDANO IL SONNO”

Arınç, indicando che Erdoğan potrebbe segnalare un nome all'interno o all'esterno del partito, ha espresso le seguenti considerazioni:

"Perché questi sciocchi escludono una cosa del genere? Ad esempio, il nostro Presidente non potrebbe dire 'Mio fratello è questo'? Ci sono molti nomi, fratello mio, all'interno e all'esterno del partito. Può dirlo o non può dirlo? Se qualcuno dice che non può farlo, vedrà".

Dopo queste parole, Arınç ha aggiunto: "Finiamola qui. Che perdano il sonno".

“SE LUI CONTINUA, NOI RISPETTIAMO”

Arınç ha anche affermato che, se Erdoğan dovesse ricandidarsi e volesse continuare, lui lo rispetterebbe.

"Lui continua. Noi lo rispettiamo. La nostra lealtà continua", ha detto Arınç, ribadendo l'enfasi sul cameratismo politico nei confronti di Erdoğan.

“SE NON SARÀ LUI, È LA PERSONA MIGLIORE PER GESTIRE QUESTO”

Arınç ha sostenuto che, nel caso in cui Erdoğan non si candidasse o si decidesse per un altro nome, la persona più adatta a gestire questo processo sarebbe comunque Erdoğan.

Arınç ha detto: "Ma se non sarà lui e si sta pensando a qualcun altro, credetemi, è lui la persona migliore per farlo".

Queste parole hanno aggiunto un nuovo capitolo al dibattito in corso negli ambienti dell'AKP e dell'Alleanza Popolare: "Erdoğan si ricandiderà? Se non lo farà, chi verrà indicato al suo posto?".

UN'ORA DI COLLOQUIO CON ERDOĞAN

Nell'intervista, Arınç ha anche rivelato di aver incontrato il presidente Erdoğan per circa un'ora durante il ritiro dell'AKP.

Non condividendo i dettagli dell'incontro, Arınç ha detto: "Non sono nella posizione di rivelare questioni private. Non è corretto che io riferisca all'esterno un argomento che il nostro stimato Presidente non ha espresso, ma abbiamo avuto un incontro molto positivo".

Affermando di incontrare Erdoğan di tanto in tanto, Arınç ha dichiarato: "Ho espresso alcuni argomenti sia riguardanti il nostro partito che l'agenda della Turchia. Ho anche fatto alcune richieste personali. Grazie a lui, ha mostrato grande interesse per tutto".

“TAYYİP BEY È IL MIO COMPAGNO DI LOTTA”

Arınç ha detto di conoscere Erdoğan dal 1978 e di considerarlo un compagno di lotta politica.

"Anche se di tanto in tanto ci feriamo o ci offendiamo, siamo in una mentalità che non devia dal nostro cameratismo", ha detto Arınç, elogiando anche la leadership di Erdoğan nella politica estera.

Arınç ha sostenuto che la "leadership risoluta" di Erdoğan è stata efficace nel mantenere la Turchia fuori dal conflitto, nonostante le guerre che la circondano.

“NON SONO UNA MACCHINA PER APPLAUDIRE”

Nell'intervista, Arınç ha risposto anche ai commenti sui social media secondo cui non avrebbe applaudito durante la nuova canzone composta per Erdoğan al ritiro dell'AKP, definendo questa discussione "assurda".

Arınç ha detto: "Non sono una persona cresciuta tra le squadre di applausi della Corea del Nord. Applaudo ciò che amo. A volte mi alzo in piedi per applaudire, a volte applaudo da seduto. Non sono una macchina per applaudire, fratello mio. Faccio quello che mi viene dal cuore".

IL MESSAGGIO SUL “POST-ERDOĞAN”

Le dichiarazioni di Arınç sono arrivate in un momento in cui il dibattito sulla ricandidatura di Erdoğan continua all'interno dell'AKP e negli ambienti dell'Alleanza Popolare.

Mentre da un lato Arınç considera normali le dichiarazioni di Bahçeli e Ömer Çelik sul fatto che "il nostro candidato è Erdoğan", dall'altro ha richiamato l'attenzione sulle condizioni costituzionali e sul calendario elettorale.

Tuttavia, il messaggio più eclatante lo ha dato sul "post-Erdoğan", affermando che Erdoğan, quando necessario, potrebbe indicare un nome all'interno o all'esterno del partito, lanciando la sfida: "Se qualcuno dice che non può farlo, vedrà. Che perdano il sonno".