Dichiarazione del Diyanet sulle tariffe dell'Hajj: le accuse sono infondate
La Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) ha annunciato che le tariffe per l'organizzazione dell'Hajj sono stabilite dal Consiglio Interministeriale per l'Hajj e l'Umrah e che i prezzi offerti dalle aziende private non riflettono la realtà. In precedenza, le segnalazioni del Diyanet avevano portato all'espulsione di pellegrini, con conseguenti sanzioni e detenzioni in Arabia Saudita.
12punto
La Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) ha risposto alle polemiche riguardanti la determinazione delle tariffe per l'organizzazione dell'Hajj. La Presidenza ha dichiarato: "La tariffa per l'organizzazione dell'Hajj non è stabilita dalla Presidenza degli Affari Religiosi; tali costi sono determinati dal Consiglio Interministeriale per l'Hajj e l'Umrah".
È stato specificato che il Consiglio è composto da 7 viceministri, dal vicepresidente della Presidenza degli Affari Religiosi, dal direttore generale dei servizi per l'Hajj e l'Umrah e da un rappresentante dell'Associazione delle agenzie di viaggio per l'Hajj e l'Umrah (HURSAD). Il Diyanet ha sottolineato che la tariffa per l'organizzazione dell'Hajj non è di 8.000 dollari e che la maggior parte dei pellegrini si reca in pellegrinaggio con un costo di 6.000 dollari. È stato inoltre rilevato che tutte le agenzie di viaggio autorizzate nell'ambito dell'organizzazione dell'Hajj applicano lo stesso prezzo.
Il Diyanet ha sottolineato che anche le affermazioni secondo cui le aziende private offrirebbero servizi di organizzazione dell'Hajj a 2.500 dollari sono prive di fondamento. Nella dichiarazione rilasciata, è stato affermato che le accuse rivolte al presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş sono "false e calunniose", annunciando l'avvio di azioni legali contro coloro che diffondono tali commenti.
ACCUSE DI SEGNALAZIONI E DETENZIONI
Inoltre, negli ultimi giorni sono emerse accuse secondo cui alcuni pellegrini sarebbero stati arrestati ed espulsi a seguito di segnalazioni effettuate dal Diyanet alle autorità dell'Arabia Saudita. Il Diyanet non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito, ma le famiglie dei cittadini coinvolti hanno lanciato appelli di aiuto. Sui social media, viene riferito che alcuni cittadini che si sono recati in pellegrinaggio tramite agenzie turistiche private sono stati fermati dalla polizia saudita.
L'atteggiamento del Diyanet nei confronti di queste accuse potrebbe alimentare ulteriori dibattiti sulla credibilità e sull'equità dell'organizzazione dell'Hajj. Questa situazione sta causando preoccupazione sia tra i pellegrini che tra le loro famiglie.