Dichiarazione di Can Atalay sulla "crisi costituzionale": in gioco c'è la legalità del Parlamento

Can Atalay, il cui mandato parlamentare era stato revocato a causa della condanna nel processo Gezi, ha rilasciato una dichiarazione dopo la sentenza della Corte Costituzionale (AYM). Atalay ha definito la situazione una 'crisi costituzionale', affermando: "Mi aspetto di essere scarcerato e che venga riconosciuto nuovamente il mio mandato di deputato, che non ho mai considerato perso".

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Dopo l'elezione a deputato di Hatay per il Partito dei Lavoratori della Turchia (TİP), la decisione della Corte Costituzionale (AYM) riguardante Can Atalay, condannato nel processo Gezi, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. La Corte Costituzionale ha dichiarato che la decisione di revocare il mandato parlamentare di Can Atalay è nulla. In seguito alla sentenza, Can Atalay, attualmente in carcere, ha dichiarato di attendere la scarcerazione. Atalay ha interpretato la revoca del suo mandato come una 'crisi costituzionale'.

Nella sua dichiarazione, Atalay ha affermato: "Nonostante le disposizioni chiare e inequivocabili della Costituzione, hanno 'revocato' il mandato di un deputato eletto con 'disposizioni inesistenti' e 'procedure che non dovrebbero esistere'. Hanno reso la Grande Assemblea Nazionale della Turchia complice di una palese violazione della Costituzione. La mia reazione e la mia obiezione non riguardano solo l'ingiustizia subita, ma anche la 'crisi costituzionale' inflitta al nostro Paese. Sono preoccupato per il mio Paese a causa dei danni che questa situazione, in cui non è possibile prevedere chi userà quale diritto o potere e in cui regna l'assenza di regole, causerà alla nazione", ha detto.

'IN GIOCO C'È LA LEGALITÀ DEL PARLAMENTO'

La dichiarazione rilasciata da Atalay in merito sul suo account X è la seguente:

"Ritengo molto importante, sia per me che per il mio Paese, che la Corte Costituzionale abbia deciso ancora una volta di riportare la questione sul piano legale. Coloro che hanno anche solo un briciolo di rispetto per la volontà nazionale e per la democrazia, seppur mutilata, non dovrebbero arrecare ulteriori danni al Paese. Ormai in gioco c'è la legalità del Parlamento. Ormai in gioco c'è la dignità del Parlamento. Ormai in gioco c'è l'opposizione al fatto che il Parlamento venga indotto ad agire su ordine di terzi.

'MI ASPETTO DI ESSERE SCARCERATO'

"Mi aspetto che la decisione della Corte Costituzionale venga attuata immediatamente per tornare alla legalità, che vengano applicate le chiare disposizioni della Costituzione, che venga riconosciuto nuovamente il mio mandato, che non ho mai considerato perso, e che io venga scarcerato come naturale conseguenza delle ripetute sentenze di violazione dei diritti emesse nei miei confronti.

Ribadisco: mi aspetto che i requisiti della decisione della Corte Costituzionale vengano attuati con urgenza, che non si opponga ulteriore resistenza alle chiare disposizioni della Costituzione e che vengano espletate tutte le procedure relative al mandato parlamentare, che è stato accertato non essere mai decaduto, come naturale e obbligatoria conseguenza delle tre sentenze della Corte Costituzionale in merito".