Dichiarazione del Ministero del Commercio sul commercio con Israele: dal 2 maggio 2024

Il Ministero del Commercio ha dichiarato che le notizie secondo cui "la Turchia continua a commerciare con Israele", diffuse da un individuo che agisce come agente di influenza per organizzazioni di intelligence ostili alla Turchia, si basano su menzogne e distorsioni, affermando: "Nelle dogane e nelle nostre zone franche non è possibile effettuare operazioni commerciali con Israele. Dal 2 maggio 2024 il commercio con Israele è pari a zero".

İHA

Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero del Commercio si legge: "La notizia, diffusa sui social media da un individuo ricercato per vari reati di terrorismo e fuggito all'estero, che agisce come agente di influenza per organizzazioni di intelligence ostili alla Turchia, con l'obiettivo di creare l'implicazione e la percezione che la Turchia commerci ancora con Israele, si basa su menzogne e distorsioni. Da oltre un anno e mezzo, contro l'aggressione di Israele a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e in Siria e contro il genocidio a Gaza, la nostra Turchia, guidata dal nostro stimato Presidente, è il Paese che sta conducendo la lotta più coraggiosa al mondo nei campi della diplomazia, del commercio, del diritto, della sanità e degli aiuti umanitari. Questa realtà è accolta con apprezzamento dai palestinesi, dal governo palestinese, dall'intero mondo islamico e dagli altri Paesi e popoli dotati di coscienza.

Di fronte all'intensificarsi del genocidio e dello sfollamento forzato da parte di Israele a Gaza, e al fatto che alcuni Paesi europei abbiano iniziato a far sentire la propria voce, la fabbricazione di questa notizia e il tentativo di dare l'immagine che 'la Turchia continui il commercio con Israele nel 2024', nonostante il nome della Turchia non compaia nell'originale inglese della notizia, e il sostegno dato a ciò da alcuni organi di stampa ostili al movimento islamico in Palestina, che arrivano persino a definirlo un'organizzazione terroristica mentre in realtà sono filo-israeliani, rivelano chiaramente la loro collaborazione con un fuggitivo terrorista. Abbiamo combattuto contro le menzogne e le calunnie su questo tema per un anno e mezzo e continueremo a farlo con ancora maggiore forza. Finora abbiamo presentato i fatti centinaia di volte con cifre, dati e informazioni", è stato affermato.

"DAL 2 MAGGIO 2024 IL COMMERCIO CON ISRAELE È PARI A ZERO"

Affermando che il commercio con Israele è pari a zero, il Ministero del Commercio ha dichiarato: "In primo luogo, nel periodo di 7 mesi tra il 7 ottobre 2023 e il 2 maggio 2024, mentre proseguivano gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco nella regione e migliorare la situazione, la Turchia ha ridotto il proprio commercio con Israele di circa il 30%. Con la decisione del nostro governo, come Turchia, abbiamo interrotto le esportazioni verso Israele per 1019 prodotti sotto 54 voci nella prima fase, il 9 aprile 2024. Nel frattempo, è stato ripetutamente sottolineato che il commercio con Israele nel periodo successivo al 7 ottobre 2023 è stato effettuato da organizzazioni del settore privato e da investitori con capitale estero. Tre settimane dopo, il 2 maggio 2024, con la decisione presa dal nostro governo, le esportazioni, le importazioni e il commercio di transito di tutti i gruppi di prodotti dalla Turchia verso Israele sono stati completamente interrotti. Nelle dogane e nelle nostre zone franche non è possibile effettuare operazioni commerciali con Israele. Dal 2 maggio 2024 il commercio con Israele è pari a zero".

"LA CIFRA DELLE ESPORTAZIONI È COMPLETAMENTE FALSA"

"Anche la cifra di 2,8 miliardi di dollari di esportazioni dalla Turchia verso Israele nel 2024, riportata nella notizia, è completamente falsa. Prima della nostra decisione di interrompere il commercio il 2 maggio 2024, nei primi 4 mesi del 2024, le esportazioni ammontavano a 1 miliardo e 522 milioni di dollari, cifra che include anche le esportazioni verso la Palestina", si legge nella dichiarazione, in cui è stato inoltre annotato:

"In aggiunta a ciò, in risposta alla richiesta del governo palestinese con sede a Ramallah, in Cisgiordania, di commerciare con la Turchia per i bisogni urgenti della Palestina, in conformità con il 'protocollo tra lo Stato di Turchia e la Palestina' firmato il 7 giugno 2024, è stato sviluppato un meccanismo di commercio controllato unico. Le esportazioni dalla Turchia verso la Palestina, effettuate a condizione che l'importatore sia palestinese, che la destinazione sia un indirizzo palestinese e previa rigorosa verifica di ogni domanda da parte del nostro Ministero del Commercio, secondo una pratica di autorizzazione limitata, ammontano a 797 milioni di dollari per il totale dell'anno 2024. Queste cifre sono confermate dai dati doganali del Ministero del Commercio e dai dati dell'Istituto di Statistica Turco (TÜİK). D'altra parte, questo esiguo volume di scambi con i territori palestinesi può essere effettuato solo attraverso i due porti israeliani, poiché la Palestina non dispone di porti o dogane propri".

"LA NOTIZIA È DI NATURA PURAMENTE CALUNNIOSA"

Nella dichiarazione si legge: "Come si può vedere, la notizia distorta è di natura puramente calunniosa, volta a creare la percezione che 'la Turchia stia ancora esportando verso Israele'. È chiaro che l'obiettivo è screditare le politiche e le misure della Turchia e del nostro governo contro il genocidio perpetrato da Israele e servire apertamente gli interessi di Israele. I fatti sono evidenti. I dati contenuti nella nostra tabella allegata sono certi. La Turchia, sulla base dei dati del 2022, ha rinunciato a 9,5 miliardi di dollari di commercio estero con Israele, di cui 7 miliardi di dollari in esportazioni, per sostenere la causa palestinese e gli innocenti palestinesi. Invitiamo la nostra opinione pubblica a dare credito alle dichiarazioni ufficiali, reali e basate su dati statistici del nostro governo e del nostro Ministero del Commercio, e a non prestare attenzione alle menzogne, alle distorsioni e alle notizie manipolate di agenti di influenza e fuggitivi terroristi al servizio di Israele".