Dettagli sulla richiesta di arresto per il sindaco della municipalità metropolitana di Adana, Karalar, e il vicesindaco di Adıyaman, Kayhan
Nell'ambito dell'inchiesta su un'organizzazione criminale accusata di aver corrotto sindaci per manipolare i processi di appalto, sono emersi dal documento di rinvio della Procura i dettagli riguardanti il sindaco della municipalità metropolitana di Adana, Zeydan Karalar, e il vicesindaco di Adıyaman, Ceyhan Kayhan, per i quali è stata richiesta la custodia cautelare.
İHA
Prosegue l'inchiesta su un'organizzazione criminale accusata di aver corrotto sindaci, tra cui il sindaco di Beşiktaş Rıza Akpolat, per manipolare i processi di appalto. Nell'ambito dell'indagine, sono emersi dal documento di rinvio inviato dalla Procura al Giudice di Pace i dettagli relativi agli indagati, tra cui il sindaco della municipalità metropolitana di Adana, Zeydan Karalar, e il vicesindaco di Adıyaman, Ceyhan Kayhan, per i quali è stata richiesta la custodia cautelare.
L'ACCUSA DI RICHIESTA DI DENARO ILLECITO
Nel documento di rinvio si afferma che l'indagato Zeydan Karalar, durante il suo mandato come sindaco di Seyhan, avrebbe incontrato Baki N., titolare dell'impresa appaltatrice che si occupava dei servizi di pulizia del comune, richiedendo denaro illecito nell'ambito dei pagamenti per gli stati di avanzamento lavori. Successivamente, indicando che avrebbero dovuto discutere la questione con Özcan Z., dipendente responsabile dei servizi di pulizia del comune, avrebbe indirizzato i responsabili dell'azienda verso quest'ultimo. Dopo l'incontro tra i responsabili dell'azienda e Özcan Z., è stato riferito che i testimoni avrebbero incontrato Özcan Z. in diverse date a Istanbul e Adana, e che il denaro inviato sui loro conti sarebbe stato prelevato in banca e consegnato personalmente a Özcan Z.
L'ACCUSA DI AVER OTTENUTO VANTAGGI ECONOMICI TRAMITE PRESSIONI
Nel documento di rinvio, in cui si specifica che non sarebbe conforme al normale svolgimento della vita che l'indagato Baki N. e alcuni testimoni abbiano architettato azioni risalenti a circa 6-7 anni fa, si nota che hanno tenuto registri sui pagamenti effettuati, altrimenti non sarebbe stato possibile ricordare tali azioni a distanza di così tanto tempo. Si sottolinea che, sebbene potessero esserci numerosi trasferimenti di denaro inviati o prelevati dai conti aziendali verso i testimoni, la loro capacità di concretizzare chi, quando e quale somma sia stata versata indica che hanno tenuto traccia dei pagamenti al momento in cui sono avvenuti, effettuando così le identificazioni e notificandole alla Procura. È stato riferito che gli indagati Zeydan Karalar e Özcan Z. avrebbero ottenuto vantaggi economici facendo pressione sui responsabili dell'azienda nell'ambito dei pagamenti per gli stati di avanzamento lavori, commettendo così il reato di 'concussione'.
L'ACCUSA A KAYHAN DI AVER OTTENUTO VANTAGGI ECONOMICI DALL'IMPRESA APPALTATRICE
Nel documento di rinvio si afferma che Ceyhan Kayhan, in qualità di vicesindaco di Adıyaman, avrebbe ottenuto vantaggi economici dall'impresa appaltatrice dei servizi di pulizia del comune, sia sul suo conto personale che in contanti. Sebbene il testimone responsabile dell'impresa appaltatrice abbia dichiarato di 'aver incontrato il sindaco e di essere stato indirizzato al vicesindaco', la dichiarazione dell'indagato Abdurrahman Tutdere di non conoscere il responsabile dell'azienda, unita al fatto che l'indagato Ceyhan Kayhan abbia ricevuto denaro in contanti a Smirne, abbia fatto trasferire denaro sul suo conto personale e abbia fatto effettuare pagamenti a un'azienda con sede ad Adıyaman da parte del responsabile dell'impresa appaltatrice, nonché il fatto che la persona che ha effettuato il pagamento fosse a conoscenza dell'istruzione inviata ad Adıyaman durante la sua seconda deposizione come testimone e abbia cercato insistentemente il testimone mentre si trovava in Procura, indicano la presenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Ceyhan Kayhan. Inoltre, è stato registrato che l'indagato Ceyhan Kayhan avrebbe costretto i responsabili dell'azienda a versare denaro nell'ambito dei pagamenti per gli stati di avanzamento lavori, ottenendo così vantaggi economici e commettendo il reato di 'concussione'.
L'ACCUSA A RIZA AKPOLAT DI AVER ACQUISTATO APPARTAMENTI DI LUSSO A NOME DEL COGNATO E DEL FRATELLO DELLA MOGLIE
Nel documento di rinvio, in cui si afferma che gli indagati Kazım Gökhan Y., Burak K. e Rabil A. avrebbero tentato di riciclare i beni ottenuti illegalmente dall'ex sindaco di Beşiktaş Rıza Akpolat intestandoli a terzi, si riferisce che un veicolo di marca 'Audi S8' era intestato a Rabil A. ma utilizzato da Rıza Akpolat, che nell'immobile intestato a Rabil A. risiedeva l'ex moglie di Rıza Akpolat, Derya Ö., che Rıza Akpolat risiedeva nell'appartamento di lusso intestato al cognato Kazım Gökhan Y., e che a nome del fratello della moglie di Akpolat, Burak K., era stata acquistata una villa duplex nel complesso Acarkent, uno dei più lussuosi di Istanbul, risultata vuota.
Nel documento di rinvio, in cui si specifica che il denaro per tutti i suddetti veicoli e immobili non era presente sui conti bancari, si afferma che i pagamenti sono stati effettuati in contanti. È stato accertato che i 25 milioni di lire inviati dal conto di Burak K. per la villa ad Acarkent sono stati depositati sul conto dall'indagato e inviati al conto del venditore, ma che la fonte di questo denaro non è chiara e l'indagato ha sostenuto di aver convertito valuta estera che aveva in casa per depositarla sul conto. Nel documento si osserva inoltre che, come si evince dai siti immobiliari, non è possibile acquistare una villa dello stesso tipo nel complesso in cui si trova l'immobile, che sostiene di aver comprato per 25 milioni di lire, a quel prezzo o al doppio, e che Rıza Akpolat avrebbe tentato di riciclare la fonte del suo patrimonio intestando a persone a lui vicine o parenti acquisiti gli immobili e i veicoli acquistati con i guadagni illeciti ottenuti durante il suo mandato, e che gli indagati avrebbero partecipato a questa azione di Akpolat.
Per le ragioni esposte nel documento di rinvio, è stata richiesta la custodia cautelare per gli indagati Zeydan Karalar, Ceyhan Kayhan e Özcan Z. con l'accusa di 'concussione mediante costrizione', e per Burak K., Kazım Gökhan Y. e Rabil A. con l'accusa di 'riciclaggio di beni provenienti da reato'.