Decisione presa sulla scuola privata che ha licenziato un'insegnante incinta: All'unanimità
D.İ.K., un'insegnante di inglese residente nel distretto di Karşıyaka, ha sostenuto che il suo contratto presso una scuola privata, dove aveva iniziato a lavorare nel 2020, era stato rinnovato nel giugno 2021 ma risolto nell'agosto dello stesso anno. Affermando di essere stata licenziata ingiustamente perché incinta e di aver bisogno del lavoro, D.İ.K. ha intentato una causa per risarcimento danni.
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Il risarcimento ottenuto in primo grado da un'insegnante di inglese di Smirne, che aveva fatto causa a una scuola privata sostenendo di essere stata licenziata perché incinta, è stato confermato in appello come conforme alla legge.
LA SCUOLA PRIVATA HA PORTATO IL CASO IN TRIBUNALE
Il 3° Tribunale del Lavoro di Karşıyaka ha accolto parzialmente la causa, stabilendo il pagamento a D.İ.K. di un risarcimento totale di 51.122 lire, comprensivo di indennità di anzianità, preavviso, clausola penale e risarcimento per discriminazione.
Gli avvocati della scuola privata hanno fatto ricorso in appello, sostenendo che D.İ.K. non fosse riuscita a provare le sue accuse, che l'importo della retribuzione fosse stato calcolato erroneamente e che il contratto di lavoro della ricorrente fosse stato risolto per giusta causa a causa della pandemia e delle condizioni di crisi economica.
LA CORTE D'APPELLO: IL DIRITTO AL RISARCIMENTO È CONFORME ALLA LEGGE
La 3ª Sezione Civile del Tribunale Regionale di Giustizia di Smirne ha dichiarato che l'onere della prova riguardo alla risoluzione del contratto di lavoro in modo tale da non richiedere un risarcimento spetta al datore di lavoro.
La Corte ha comunicato di aver ritenuto necessario respingere nel merito le obiezioni presentate contro la decisione del tribunale di primo grado, basandosi sullo stato delle prove nel fascicolo, sulla presenza di nuove assunzioni, sulla mancanza di documenti scritti o prove presentate dalla parte convenuta che attestassero una notifica preventiva della risoluzione del contratto, sui registri dei periodi precedenti, sui certificati medici della ricorrente e sul quadro probatorio complessivo del caso.
La decisione, presa all'unanimità, è definitiva.