La decisione della Corte Costituzionale su Feyzioğlu: punire il termine 'yavşak' è una violazione della libertà di espressione
La Corte Costituzionale ha stabilito che la condanna di un avvocato, che aveva condiviso una vignetta sull'ex presidente dell'Ordine degli Avvocati di Turchia (TBB) Metin Feyzioğlu accompagnandola con una nota contenente la parola "yavşak" (viscido/meschino), costituisce una violazione della libertà di espressione.
12punto
Secondo quanto riportato da Kısa Dalga, l'avvocato Süleyman Sırrı Kuş, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Ankara, nel 2019, durante i giorni in cui si discuteva il Documento di Strategia per la Riforma Giudiziaria annunciato dal Presidente, ha condiviso sul suo profilo social una vignetta riguardante l'allora presidente del TBB, Metin Feyzioğlu.
Nella vignetta, insieme all'immagine di Feyzioğlu, apparivano le parole: "Siete stati voi a ingigantirmi nei vostri occhi, la viscidità è nel mio DNA".
Nel processo avviato in seguito alla denuncia di Feyzioğlu, l'avvocato è stato condannato a una multa giudiziaria di 3.480 TL con la motivazione che le espressioni "costituivano un attacco ai valori della personalità"; la sentenza è stata confermata in appello.
DECISIONE DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI
La Corte Costituzionale (AYM), valutando il ricorso individuale dell'avvocato Kuş, ha stabilito che la libertà di espressione è stata violata.
Nella decisione è stato affermato che la vignetta è "una forma di espressione in cui umorismo, esagerazione e critica si intrecciano".
La Corte Costituzionale, che ha disposto la riapertura del processo, ha inoltre stabilito il pagamento di un risarcimento per danni morali pari a 34 mila TL a favore del ricorrente.