Confessione economica e avvertimento elettorale dall'esponente dell'AKP Tayyar: Non siamo riusciti a garantire l'equità nei redditi

Şamil Tayyar, esponente dell'AKP che spesso utilizza il suo account sui social media per commentare l'agenda politica ed economica del Paese e che non esita a lanciare avvertimenti al proprio partito in vista delle urne, ha puntato il dito contro gli aspetti negativi della situazione economica nazionale attraverso il suo ultimo post, lanciando un monito elettorale.

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Criticando i rigorosi controlli fiscali rivolti ai piccoli commercianti dal Ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Şimşek, basandosi su esempi e lamentele raccolte nel suo ambiente, Tayyar ha sottolineato che, sebbene i controlli siano necessari, anche la tempistica è fondamentale. 

Affermando che le pratiche attuate stanno iniziando a infastidire i cittadini, Tayyar ha fatto una confessione, dichiarando: "Non siamo riusciti a garantire l'equità nei redditi".

Ecco il post di Şamil Tayyar:

"Sono da due giorni a Gaziantep, città industriale.

Al primo posto tra le lamentele ci sono i controlli fiscali incontrollati ed esagerati.

Un pasticciere ha chiesto: 'Che controllino pure, ma è possibile subire 16 controlli fiscali in un anno?'.

Un ristoratore ha detto: 'Ne va uno e ne arriva un altro, a volte fanno irruzione in gruppo, i clienti si spaventano, si siedono accanto alla cassa e contano gli scontrini uno per uno'.

Avevo già sentito queste rimostranze nei miei precedenti viaggi a Istanbul, Bursa, Kocaeli, Trabzon e Ankara.

Trattare i commercianti e gli operatori economici come potenziali ladri, metterli alle strette ed esagerare con i controlli è un sopruso.

Oltre a non portare alcun beneficio economico, è un danno politico.

Se pensate di essere nel giusto, allora garantite l'equità nei controlli.

Controllate non solo i cittadini, ma anche le istituzioni pubbliche e tutti i comuni senza distinzione, mettete un detective accanto a chiunque abbia potere di firma.

Non siamo riusciti a garantire l'equità nei redditi, almeno garantiamo l'equità nei controlli.

Non dimentichiamo che il controllo più autentico è quello che il cittadino esercita alle urne".