Confermata la condanna per Can Göktuğ Boz, l'assassino di Başak Cengiz
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo ostativo e a 5 anni di reclusione inflitta a Can Göktuğ Boz, che ad Ataşehir, Istanbul, aveva ucciso con una spada da samurai l'architetto Başak Cengiz mentre camminava per strada.
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La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo ostativo e a 5 anni di reclusione per Can Göktuğ Boz, responsabile dell'omicidio dell'architetto Başak Cengiz, avvenuto il 9 novembre 2021 ad Ataşehir, Istanbul, mentre la vittima camminava per strada, colpita con una spada da samurai.
La sezione ha completato l'esame del ricorso relativo alla sentenza emessa il 22 aprile 2022 dalla quarta Corte d'Assise di Istanbul Anadolu.
Di conseguenza, è stata confermata la condanna all'ergastolo ostativo per il reato di "omicidio volontario con crudeltà o infliggendo sofferenze", senza l'applicazione di alcuna attenuante.
È stata inoltre confermata la condanna a 4 anni di reclusione inflitta all'imputato Boz per aver minacciato Kaan Ağaca, che aveva tentato di impedire l'aggressione contro la vittima Cengiz, nonché la condanna a 1 anno di reclusione per il reato di "acquisto, trasporto o detenzione di armi da fuoco, lame e altri strumenti atti a offendere".
DETENEVA NUMEROSI STRUMENTI DA TAGLIO E DA PUNTA IN CASA
Nella decisione della Corte si specifica che Boz ha compiuto l'atto con un'arma definita "spada da samurai" e che sul corpo della vittima Cengiz sono state riscontrate 12 ferite da taglio e da punta, di cui 6 di natura letale.
Nella sentenza viene riportato che l'imputato Can, nelle sue deposizioni, aveva dichiarato di aver "deciso di compiere un'azione contro una donna, scegliendo la via più facile perché si sentiva annoiato e infelice", sottolineando inoltre che nell'abitazione dell'imputato sono stati rinvenuti numerosi strumenti da taglio e da punta.
Nella decisione si afferma che il giorno dell'evento l'imputato Can ha aggredito Cengiz, che stava camminando per strada, con la spada da samurai presa da casa e, nonostante la resistenza della vittima, ha proseguito la sua azione, minacciando nel frattempo Ağaca, che cercava di fermarlo, dicendo: "Non avvicinarti, infilzo anche te".