Chiarimenti sull'accusa: 'La Turchia continua a commerciare con Israele'

Il Centro per la lotta alla disinformazione (DMM) della Presidenza della Repubblica ha dichiarato che l'affermazione secondo cui "secondo l'Istituto di statistica israeliano, la Turchia continua a commerciare con Israele" non è veritiera, precisando che dal 2 maggio le operazioni di importazione ed esportazione con Israele sono state interrotte per tutti i prodotti.

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Il DMM ha rilasciato una dichiarazione in merito alle accuse apparse su alcuni organi di stampa.

"L'affermazione secondo cui 'secondo l'Istituto di statistica israeliano, la Turchia continua a commerciare con Israele' non è corretta. La Repubblica di Turchia ha interrotto le operazioni di esportazione e importazione con Israele, coprendo tutti i prodotti, a partire dal 2 maggio 2024". Nella dichiarazione si legge quanto segue:

"Come prosecuzione delle politiche volte a fermare gli attacchi di Israele, la Turchia ha inizialmente rallentato il commercio con Israele dopo il 7 ottobre, come si può osservare dai dati commerciali mensili. Successivamente, a partire dal 9 aprile 2024, ha interrotto le esportazioni dalla Turchia verso Israele per 1019 prodotti diversi in 54 gruppi. Dopo il 2 maggio 2024, non vi è stata alcuna dichiarazione doganale registrata nel nostro Paese per l'esportazione o l'importazione verso Israele, né alcuna spedizione israeliana giunta nel nostro Paese da Israele. Il sistema doganale è chiuso per Israele. I dati sulle esportazioni e le importazioni vengono pubblicati in modo trasparente ogni mese dall'Istituto di statistica turco.

D'altra parte, le spedizioni approvate dal Ministero dell'Economia Nazionale palestinese e destinate ai bisogni nei territori palestinesi avvengono sotto il controllo del Ministero dell'Economia Nazionale palestinese e previa conferma della destinazione palestinese. Il fatto che questi beni siano utilizzati esclusivamente dalla Palestina è stato dichiarato più volte anche dal Ministero dell'Economia Nazionale palestinese".