Caso della Scuola di Fanteria di Tuzla: il sottotenente Ö.S. torna nelle TSK

Il provvedimento di espulsione dalle Forze Armate turche (TSK) nei confronti del sottotenente Ö.S. è stato annullato all'unanimità dal Tribunale Amministrativo Regionale di Istanbul. Il militare era stato espulso in seguito alle polemiche scoppiate durante la cerimonia di commemorazione di Atatürk del 10 novembre 2023 presso la Scuola di Fanteria di Tuzla, quando il sottotenente A.A., descritto come vicino a una "confraternita", si era rifiutato di indossare la spilla con la foto di Atatürk; una decisione di espulsione che era stata inizialmente confermata dal 5° Tribunale Amministrativo di Istanbul. Nella sentenza di annullamento, il tribunale ha richiamato la Legge sulle Accademie Militari, che stabilisce l'obbligo di "garantire agli studenti l'acquisizione di una coscienza di servizio e di valori professionali basati sui principi e le riforme di Atatürk, sul nazionalismo di Atatürk e sui principi di uno Stato di diritto democratico, laico e sociale", sottolineando inoltre i "principi e le regole fondamentali a cui il soldato turco è vincolato".

Müyesser Yıldız

Müyesser Yıldız - 12punto.com.tr

Il 30 gennaio 2025, il 5° Tribunale Amministrativo di Istanbul aveva respinto all'unanimità il ricorso presentato dagli avvocati İbrahim Yılmaz, Mustafa Güler e İlter Aksoylu contro l'espulsione del sottotenente Ö.S., decisa dall'Alto Consiglio Disciplinare del Comando delle Forze Terrestri il 19 gennaio 2024, sostenendo che "non vi fosse alcuna illegittimità nel processo di espulsione dalle TSK".

Gli avvocati del sottotenente Ö.S., nel presentare appello al Tribunale Amministrativo Regionale di Istanbul, hanno sottolineato che: "le parole pronunciate da Ö.S. nel gruppo WhatsApp erano rivolte ai leader e ai seguaci delle confraternite, senza alcun intento di denigrare fedi o valori; inoltre, tali messaggi erano stati condivisi in un gruppo WhatsApp di ex allievi di un periodo in cui i sottotenenti che si erano rifiutati di indossare la foto di Atatürk non erano membri, pertanto i messaggi non erano giunti a tali persone, e l'indagine penale avviata per quelle parole era condotta con l'accusa di 'ingiuria'".

Il Ministero della Difesa Nazionale, dal canto suo, aveva presentato una memoria difensiva sostenendo che le motivazioni del ricorso non fossero tali da giustificare l'annullamento della decisione del tribunale e che il provvedimento fosse conforme alla legge, chiedendo il rigetto della richiesta.

"NESSUN INTENTO DI DENIGRARE I VALORI RELIGIOSI"

Tuttavia, la Seconda Sezione per le Controversie Amministrative del Tribunale Amministrativo Regionale di Istanbul, che ha esaminato il fascicolo, ha annullato all'unanimità la decisione di espulsione del sottotenente Ö.S. lo scorso 20 febbraio.

Nella sentenza, si è innanzitutto sottolineato che il rispetto di un giusto equilibrio tra le azioni oggetto di disciplina e le sanzioni è un requisito dello Stato di diritto, richiamando il seguente articolo della Legge sulle Accademie Militari intitolato "Principi fondamentali":

"Nella pianificazione, programmazione e attuazione dell'istruzione e della formazione nelle Accademie Militari, si tengono in considerazione i seguenti principi fondamentali: a) Si garantisce agli studenti l'acquisizione di una coscienza di servizio e di valori professionali basati sui principi e le riforme di Atatürk, sul nazionalismo di Atatürk e sui principi di uno Stato di diritto democratico, laico e sociale. b) La nostra cultura nazionale viene protetta e sviluppata all'interno dei valori universali, insieme alle sue forme e caratteristiche legate ai nostri costumi e tradizioni, e agli studenti viene infuso uno spirito e una forza di volontà che rafforzano l'unità e la solidarietà nazionale. (...) è stata inserita la disposizione."

Proseguendo nella sentenza, si è affermato che l'evento deve essere valutato nel suo insieme:

"È evidente che il processo iniziato durante la cerimonia di commemorazione di Atatürk del 10 novembre 2023, quando il sottotenente di fanteria A.A. non ha voluto indossare la foto di Atatürk nonostante gli avvertimenti, e proseguito con la reazione dei suoi compagni di corso, non può essere analizzato indipendentemente dai principi e dai valori delle Forze Armate turche e dalla natura della formazione ricevuta dai sottotenenti fin dal loro ingresso nelle Accademie Militari. A causa dell'evento, che avrebbe potuto essere evitato se l'amministrazione avesse preso le misure necessarie in tempo, sono stati effettuati molti post di reazione nei gruppi WhatsApp utilizzati tra i laureati del 174° Corso dell'Accademia Militare, e il ricorrente ha utilizzato parole volgari che non avrebbero dovuto essere pronunciate nel gruppo WhatsApp. Si osserva che, date le cause e le modalità di svolgimento dell'evento, le parole condivise in modo impulsivo non sono state pronunciate con l'intento di denigrare i valori religiosi; infatti, anche l'indagine penale aperta contro il ricorrente dalla Procura della Repubblica di Istanbul è condotta nell'ambito del reato di ingiuria. In questo caso, considerando i principi e le regole fondamentali a cui il soldato turco è vincolato, nonché la causa e la modalità di svolgimento dell'evento, si è giunti alla conclusione che l'azione del ricorrente non ha una natura o una gravità tale da essere definita come un atteggiamento o comportamento che danneggia la reputazione dello Stato e delle TSK, o come un reato grave o una mancanza disciplinare. Pertanto, non si è riscontrata legittimità nel provvedimento di punizione del ricorrente con l'espulsione dalle Forze Armate, né fondatezza giuridica nella decisione di primo grado in senso contrario."

Müyesser YILDIZ

17 marzo 2026