Can Tanrıyar davanti al giudice: sotto processo per tentata estorsione

Si sono tenute le arringhe difensive nel processo a carico di Can Tanrıyar e di Muhammed Yakut, ricercato con mandato di cattura internazionale (red notice), accusati di tentata estorsione e per i quali è stata richiesta una pena fino a 11 anni e 3 mesi di reclusione. Can Tanrıyar ha chiesto l'assoluzione dopo aver trascorso 8 mesi in carcere, mentre la moglie Tamar Tanrıyar ha respinto le accuse.

İHA

Si è tenuta presso la 38ª Corte d'Assise di Istanbul l'udienza del processo a carico di Can Tanrıyar e di Muhammed Yakut, ricercato con mandato di cattura internazionale, accusati di tentata estorsione e per i quali è stata richiesta una pena fino a 11 anni e 3 mesi di reclusione. L'imputato a piede libero Can Tanrıyar, presentando la propria difesa, ha dichiarato di essere rimasto ingiustamente in carcere per 8 mesi e ha chiesto l'assoluzione. La moglie, Tamar Tanrıyar, ha respinto le accuse, affermando che sono innocenti e chiedendo l'assoluzione. Nel processo, per gli indagati Can Tanrıyar, Tamar Tanrıyar e Muhammed Yakut è stata richiesta una condanna da 7 anni e 6 mesi a 11 anni e 3 mesi di reclusione per il reato di "tentata estorsione".


"CHIUNQUE CI INCONTRI CI CHIEDE DI QUESTO PROCESSO, NON SAPPIAMO COSA RISPONDERE ALLA GENTE"

Nella sua difesa, Can Tanrıyar ha dichiarato: "Credo che la legge e la giustizia faranno il loro corso. Sono sotto processo ingiustamente. Anche le persone che hanno fatto irruzione nell'azienda sono state alla fine processate, ma noi ci troviamo qui ingiustamente. Chiunque ci incontri ci chiede di questo processo, non sappiamo cosa rispondere alla gente. Non abbiamo alcun legame con questo evento. Queste vicende hanno iniziato a procedere basandosi su voci di corridoio. Ho scontato 8 mesi di carcere senza vergognarmi, ora chiedo alla corte la mia assoluzione".

"MIA MOGLIE ED IO NON ABBIAMO COMMESSO ALCUN REATO"

L'imputata a piede libero Tamar Tanrıyar, dichiarando di ribadire le sue precedenti deposizioni, ha affermato: "Non accetto assolutamente le accuse. Vengono dette bugie su bugie. È chiaramente evidente che non c'è stato alcun tentativo di estorsione. Non accetto le accuse, supportata dalle registrazioni delle telecamere e da ogni tipo di prova. Mio marito ed io non abbiamo commesso alcun reato. Ora chiedo la mia assoluzione, datemi ciò che mi spetta". Gli avvocati delle parti civili hanno chiesto la condanna degli imputati per il reato di 'estorsione'. Gli avvocati della difesa, invece, hanno dichiarato che i loro assistiti non accettano le accuse e hanno chiesto alla corte l'assoluzione. Interpellato, il Pubblico Ministero ha richiesto il mantenimento delle misure di controllo giudiziario applicate a Can Tanrıyar e Tamar Tanrıyar.


DISPOSTO IL MANTENIMENTO DELLE MISURE DI CONTROLLO GIUDIZIARIO

Il collegio giudicante, nel pronunciare la decisione interlocutoria, ha disposto il mantenimento delle misure di controllo giudiziario per gli imputati Can e Tamar Tanrıyar e ha rinviato l'udienza per risolvere le questioni ancora in sospeso.

DALL'ATTO DI ACCUSA

Nell'atto di accusa preparato dalla Procura della Repubblica di Istanbul, Metin Güneş e Muhammed Abdulkadir Güneş figurano in qualità di 'parti civili'; Hüseyin Can Tanrıyar, Muhammed Yakut e Tamar Tanrıyar figurano invece in qualità di 'indagati'.

Nell'atto di accusa si spiega che le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia delle parti civili Muhammed Abdulkadir Güneş e Metin Güneş contro gli indagati, in merito a una controversia di natura economica tra le parti per un importo compreso tra circa 6 milioni e 500 mila e 7 milioni e 500 mila dollari, sostenendo che gli indagati abbiano tentato un'estorsione per costringere le parti civili a rinunciare al credito e per ottenere vantaggi economici.

Nell'atto di accusa, in cui si riferisce che l'indagato Muhammed Yakut, sotto la direzione degli indagati Hüseyin Can Tanrıyar e Tamar Tanrıyar, avrebbe compiuto atti di tentata estorsione nei confronti delle parti civili parlando con diverse persone per far pervenire loro le minacce, viene riportato che l'indagato Yakut avrebbe rivolto a Muhammed Abdulkadir Güneş le seguenti espressioni: 'Ho rilevato io il debito che avevate verso Can Tanrıyar. Ora il vostro interlocutore sono io. Quel denaro lo prenderò io da voi'. 'La decisione del tribunale non mi vincola, mi vincola ciò che dice Can Tanrıyar, conosco solo lui. So bene come farmi dare quel denaro da voi. Conosco gli indirizzi tuoi e dei tuoi fratelli. Can Tanrıyar è la mia anima, il mio cuore, la sua parola per me è legge. Non lascerò nessuno di voi in pace, non vi farò girare tranquilli, pagherete quel denaro'.

Nell'atto di accusa si rileva che, nei mesi di febbraio e marzo 2023, l'indagato Muhammed Yakut, su istruzione dell'indagato Can Tanrıyar, avrebbe minacciato la parte civile Metin Güneş e le persone a lui vicine e che, come prosecuzione di tali azioni, l'indagato Yakut avrebbe rivolto insulti e minacce alla parte civile Metin Güneş anche nei contenuti video pubblicati. Inoltre, viene registrato che gli indagati Tamar Tanrıyar, Hüseyin Can Tanrıyar e Muhammed Yakut avrebbero agito in unità di intenti e azioni nel commettere i reati contro le parti civili Muhammed Abdulkadir Güneş e Metin Güneş.

Nell'atto di accusa è stata richiesta la condanna degli indagati Hüseyin Can Tanrıyar, Muhammed Yakut e Tamar Tanrıyar a una pena da 7 anni e 6 mesi a 11 anni e 3 mesi di reclusione per il reato di 'tentata estorsione aggravata commessa da più persone in concorso'.