Brutta notizia per Demirören nel sermone del venerdì: 'Spegne i focolari'
La Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet), nel sermone del venerdì pubblicato, ha sottolineato che la lotteria e i giochi d'azzardo sono haram (proibiti). Nel sermone è stato affermato che questo tipo di giochi colpisce profondamente le famiglie e la società.
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La Direzione Generale dei Servizi Religiosi della Presidenza degli Affari Religiosi ha pubblicato il sermone del venerdì intitolato "Preserviamo i nostri valori nazionali e spirituali".
Nel sermone, mentre si esorta a stare lontani dalle tradizioni non conformi all'Islam, è stato sottolineato in particolare che la lotteria e i giochi d'azzardo sono "haram" (proibiti).
'IL GIOCO D'AZZARDO CHE DISTRUGGE LE FAMIGLIE'
Nelle espressioni contenute nel sermone, affrontando l'effetto distruttivo del gioco d'azzardo sulle famiglie, sono state incluse le seguenti frasi:
“Non dimentichiamo mai questo punto: nessuna forma di intrattenimento o celebrazione, incluse le feste di Capodanno, può rendere lecito o legittimo ciò che è proibito, come l'alcol, madre di tutti i mali; il gioco d'azzardo, che distrugge le famiglie; l'adulterio, che scuote le fondamenta della famiglia e della società; le sostanze stupefacenti, che disattivano la ragione e la volontà; e la lotteria o altri giochi d'azzardo, che non portano altro che infelicità.”
ENFASI SULLE TRADIZIONI NON ISLAMICHE
Nel sermone, sottolineando che le tradizioni e le usanze non islamiche danneggiano la società, è stato affermato: “Distribuire regali come loro è contrario alla nostra fede, è sbagliato”.
ALLUSIONE ALLA LOTTERIA NAZIONALE (MİLLİ PİYANGO)
Dopo il trasferimento della Lotteria Nazionale (Milli Piyango) da parte del Fondo Sovrano Turco alla joint venture tra Demirören Holding e l'italiana Sisal S.p.A., le critiche verso la lotteria sono state espresse indirettamente nel sermone.
Il sermone, mentre lancia un appello a proteggere i valori nazionali e spirituali della società, ha sottolineato la necessità di stare lontani da ciò che è proibito per la pace individuale e familiare.