Arriva la risposta dell'IBB alle accuse contenute nel rapporto MASAK

L'IBB ha risposto alle accuse contenute nel rapporto MASAK relativo all'indagine per 'corruzione' avviata contro il sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul, Ekrem İmamoğlu.

12punto

La Municipalità Metropolitana di Istanbul (IBB) ha rilasciato una dichiarazione in merito alle accuse contenute nel rapporto MASAK riguardanti la İstanbul Kültür ve Sanat Ürünleri A.Ş., una società controllata dall'IBB.

Nella dichiarazione rilasciata dall'Ufficio Stampa dell'IBB, si è fatto riferimento alle accuse secondo cui "la İstanbul Kültür ve Sanat Ürünleri A.Ş., società controllata dalla Municipalità Metropolitana di Istanbul, ha emesso fatture per 395 milioni di lire turche tra il 2020 e il 2024, ma sono stati effettuati pagamenti solo per 193 milioni di lire turche. Il destino dell'importo rimanente è incerto".

Nella risposta alle accuse, si legge: "Nel rapporto MASAK, poiché sono stati presi in considerazione solo i bonifici bancari, l'incasso è stato fatto apparire come incompleto. Tuttavia, in realtà, la società non ha alcun debito nei confronti della İstanbul Kültür A.Ş. L'espressione 'la fonte della differenza non è nota', contenuta nel rapporto, è un'interpretazione basata su informazioni incomplete e contenente disinformazione".

Inoltre, è stato affermato che "l'IBB, agendo con responsabilità pubblica contro le pubblicazioni intenzionali che violano la riservatezza dell'indagine, ha presentato una denuncia penale", sottolineando che la lotta contro i tentativi di creare contraddizioni attraverso la figura del sindaco dell'IBB, Ekrem İmamoğlu, continuerà. "La nostra lotta contro la disinformazione che mira a creare contraddizioni attraverso il verbale di deposizione del sindaco dell'IBB, il signor Ekrem İmamoğlu, proseguirà con la nostra convinzione nel diritto dell'opinione pubblica a essere correttamente informata", è stato dichiarato.

Infine, è stata data risposta anche alle accuse secondo cui il sindaco dell'IBB, İmamoğlu, avrebbe un'influenza diretta sugli appalti comunali, sui permessi pubblicitari e sulle decisioni commerciali. Nella dichiarazione, precisando che i sindaci per legge non partecipano agli appalti, non firmano e non effettuano follow-up individuali, si legge: "I sindaci, per legge, non partecipano agli appalti, non firmano e non effettuano follow-up individuali. Queste operazioni sono gestite dalle unità competenti e dai dirigenti professionisti".