Arrestato per una truffa da 10 miliardi di lire: svelato il ruolo del noto attore Yusuf Atala all'interno della banda

È stato riferito che la banda criminale, arrestata nel corso di un'operazione simultanea contro le truffe sulle multiproprietà condotta in 5 province con base a Yalova, ha ottenuto profitti illeciti per 8-10 miliardi di lire turche. È stato inoltre sostenuto che sia stato chiarito il "ruolo" del noto attore Yusuf Atala, anch'egli arrestato durante l'operazione, all'interno dell'organizzazione.

İHA

È emerso che la banda criminale ha ottenuto profitti illeciti per un valore di 8-10 miliardi di lire turche nell'ambito di un'operazione contro le truffe sulle multiproprietà, condotta simultaneamente nelle province di Yalova, Adana, Aydın, Istanbul e Kütahya, che ha portato all'arresto di 11 persone.

Nella struttura, che sarebbe stata guidata da Orhan Karadereli, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Karaderili, si è appreso che il noto attore Yusuf Atala, tra gli arrestati, ricopriva il ruolo di "line manager" ed era a capo dei team di marketing dell'organizzazione.

D'altra parte, è emerso che l'organizzazione pagava siti web di reclami per far cancellare le segnalazioni negative.

Secondo le informazioni ottenute, la Procura della Repubblica di Yalova ha avviato le indagini in seguito a centinaia di denunce ricevute.

In merito all'evento, che conta decine di migliaia di vittime, le squadre della Direzione della Sezione Lotta al Contrabbando e al Crimine Organizzato (KOM) della Direzione di Polizia Provinciale, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Yalova, hanno condotto un'indagine segreta per 2 anni.

In base alle prove raccolte, la polizia è intervenuta per smantellare l'organizzazione, accusata di aver commesso i reati di "costituzione di un'organizzazione criminale a scopo di lucro, truffa aggravata, corruzione e violazione della legge di procedura fiscale".

HANNO FONDATO 21 SOCIETÀ DIVERSE

Il leader dell'organizzazione criminale, Orhan Karaderili, che ha fatto fondare 21 società diverse per evitare che le vittime potessero creare loro problemi per vie legali, è stato catturato durante l'operazione nella sua villa di lusso a Suadiye, Istanbul.

Si è appreso che Karaderili ha fatto intestare le società di copertura a persone a lui vicine, come amici intimi, il fratello, il cognato e il suocero.

È stato accertato che, attraverso queste società di facciata, hanno truffato i cittadini con la promessa di vacanze, dividendo illegalmente i titoli di proprietà condivisi nei distretti di Termal a Yalova, Emet a Kütahya, Kuşadası ad Aydın e Bodrum a Muğla.

VENDITE A DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE

È emerso che l'azienda divideva inizialmente una multiproprietà in 100 quote, tenendone una per sé. Successivamente, l'azienda divideva in 100 parti anche la quota che aveva trattenuto per sé, vendendo 99 quote e lasciandone l'1% a se stessa. Si è appreso che l'azienda ha effettuato vendite in questo modo illecito ripetutamente a decine di migliaia di persone.

ACCERTATO CHE YUSUF ATALA RICOPRIVA IL RUOLO DI DIRETTORE MARKETING DELL'ORGANIZZAZIONE

Si è appreso che il direttore marketing dell'organizzazione criminale, che accoglieva le vittime presso il Terma City Hotel nel distretto di Termal attirandole con la promessa di "vacanze gratuite" tramite internet, telefono e SMS, era il noto attore Yusuf Atala, definito come "line manager".

È stato riferito che Atala, che sarebbe il cognato di Orhan Karaderili, occupava una posizione chiave all'interno dell'organizzazione.

SI STIMA UNA TRUFFA DA 4,5 MILIONI DI LIRE A SETTIMANA

Si stima che l'organizzazione criminale, che avrebbe accumulato beni illeciti per circa 8-10 miliardi di lire, truffasse i cittadini per una media di 4,5 milioni di lire a settimana. È emerso che i sospettati inserivano finti acquirenti nelle sale dove avvenivano le vendite e esercitavano pressioni psicologiche sulle vittime.

È stato inoltre sostenuto che, ai tavoli di vendita, venisse assegnato personale adatto allo stile di vita, alle opinioni e al modo di vestire delle vittime per convincerle. Si è appreso che i sospettati utilizzavano codici come "ap" per le famiglie, "rap" per gli esperti di promozione e "admin" per coloro che preparavano i contratti.

D'altra parte, è emerso che l'azienda, oggetto di numerose denunce negative sui siti di reclami, faceva cancellare tali segnalazioni contattando i proprietari dei siti in questione. È stato riferito che venivano effettuati pagamenti ai siti che provvedevano alla rimozione dei reclami.