Arrestato l'avvocato di İmamoğlu, Mehmet Pehlivan
Mehmet Pehlivan, avvocato di Ekrem İmamoğlu, era stato convocato dalla procura per rendere testimonianza. La procura aveva richiesto il suo arresto.
12punto
La Procura della Repubblica di Istanbul ha avviato un'indagine sull'avvocato Pehlivan in relazione ad alcune accuse contenute nelle dichiarazioni del sospettato detenuto Adem Soytekin e del sospettato a piede libero Servet Yıldırım, che hanno reso testimonianza nell'ambito delle disposizioni sul pentimento collaborativo.
Pehlivan è stato convocato presso il Palazzo di Giustizia di Istanbul a Çağlayan per rendere testimonianza nell'ambito dell'indagine.
Al termine delle procedure presso la procura, Pehlivan è stato rinviato al giudice di turno con la richiesta di arresto per il reato di "associazione a delinquere finalizzata a commettere reati".
Si è appreso che Pehlivan non ha reso testimonianza davanti alla procura, sostenendo che, ai sensi della Legge sulla professione forense, la sua testimonianza non poteva essere richiesta senza aver prima ottenuto l'autorizzazione all'indagine dal Ministero della Giustizia.
Mehmet Pehlivan è stato arrestato con l'accusa di "associazione a delinquere".
L'ATTO DI RINVIO
Nell'atto di rinvio inviato dalla procura al giudice di pace, si afferma che nelle dichiarazioni rese dal sospettato Servet Yıldırım il 2 giugno nell'ambito del pentimento collaborativo, e in quelle del sospettato Adem Soytekin rese nello stesso ambito (iniziate il 16 giugno alle 11:00 e terminate il giorno successivo all'01:00), vi sono affermazioni secondo cui Pehlivan avrebbe agito nell'ambito dell'organizzazione.
Nel documento si riferisce che, secondo le dichiarazioni di Soytekin e Yıldırım, prima del 19 marzo, Pehlivan avrebbe pianificato chi dovessero essere gli avvocati incaricati di seguire il processo investigativo durante le fasi di fermo e successive per i sospettati sotto indagine, mirando in tal modo ad accedere alle testimonianze delle persone interrogate nel fascicolo, e che avrebbe organizzato gli avvocati dei sospettati attualmente detenuti nell'ambito delle attività dell'organizzazione.
Nell'atto di rinvio si afferma che, secondo le dichiarazioni di Soytekin e Yıldırım, Pehlivan avrebbe esercitato pressioni sui sospettati detenuti che volevano rendere testimonianza nel fascicolo, avrebbe indirizzato avvocati sotto il suo controllo verso le carceri dove si trovavano i sospettati, e che tali avvocati avrebbero esercitato pressioni e suggerito ai sospettati di non parlare, agendo Pehlivan per impedire lo smantellamento dell'organizzazione.
Nell'atto di rinvio della procura si legge quanto segue:
"Considerato che il sospettato occupa una posizione importante all'interno dell'organizzazione criminale, che ha agito con l'obiettivo di evitare la dispersione e lo smantellamento dell'organizzazione, che pertanto sussiste un forte sospetto di reato basato su prove concrete riguardo al suo inserimento nella struttura gerarchica dell'organizzazione criminale, e tenuto conto del forte sospetto che il sospettato possa inquinare le prove o esercitare pressioni sui sospettati ancora liberi e sui testimoni, si richiede nell'interesse pubblico che ne venga disposto l'arresto."
LA PRIMA DICHIARAZIONE DI MEHMET PEHLİVAN DOPO IL PROVVEDIMENTO DI ARRESTO
“Sono stato arrestato con la calunnia di 'associazione a delinquere'. Eppure, l'unica organizzazione di cui faccio parte è l'Unione degli Ordini degli Avvocati di Turchia e l'Ordine degli Avvocati di Istanbul. Ovvero, la nobile tradizione di difesa di questo Paese. Non sono mai stato parte di una struttura criminale, né di uno scenario di complotto. E non lo sarò mai.
Questo è un chiaro complotto giudiziario. L'unica ragione, come tutti sanno, è che sono l'avvocato di Ekrem İmamoğlu. Il loro obiettivo è spaventare, mettere a tacere, isolare. Stanno sprecando il loro tempo. Perché noi avvocati non ci arrendiamo.
Mi rivolgo a questa mentalità distorta che considera un reato fare l'avvocato di İmamoğlu: se dichiarate questo compito una 'camicia di fuoco', sappiate che noi quella camicia l'abbiamo già indossata, non bruciamo. Io me ne vado, al mio posto ne arriveranno centinaia. Perché noi siamo dalla parte del giusto. Perché noi non ci pieghiamo, non stiamo in silenzio, non rinunciamo.
Perché la nostra pratica forense non si sottomette.”
“Suç örgütüne üye olmak” iftirasıyla tutuklandım. Oysa benim üye olduğum tek örgüt, Türkiye Barolar Birliği ve İstanbul Barosu’dur. Yani bu ülkenin onurlu savunma geleneğidir. Ne bir suç yapısının, ne bir kumpas senaryosunun parçası oldum. Olmam.
— Mehmet Pehlivan (@mehmettpehlivan) 19 giugno 2025
Bu açık bir yargı kumpasıdır.…