Apprendista di 14 anni perde la vita in un'esplosione in officina
Tunç Çam, che lavorava come apprendista a Samandağ, ha perso la vita a causa di un'esplosione in un'officina di riparazione di condizionatori per auto. È stata aperta un'indagine sull'accaduto.
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A Samandağ, nella provincia di Hatay, il quattordicenne Tunç Çam ha perso la vita in un'esplosione avvenuta nell'officina di riparazione di condizionatori per auto in cui lavorava come apprendista.
L'incidente si è verificato a causa di un'esplosione nel vano motore mentre Çam stava effettuando la manutenzione di un veicolo. Secondo quanto riferito, il ragazzo è morto sul colpo dopo essere stato colpito alla testa da un frammento staccatosi durante l'esplosione. È stata aperta un'indagine sull'accaduto.
Secondo le informazioni riportate, si sostiene che l'officina in cui lavorava Tunç Çam fosse priva di licenza e che il minore fosse impiegato in nero. Si attende che tali accuse vengano esaminate nell'ambito dell'inchiesta.
L'APPELLO DI EĞİTİM SEN SULLA NORMATIVA
La sezione di Samandağ del sindacato Eğitim Sen ha espresso indignazione per la normalizzazione del lavoro minorile in una dichiarazione rilasciata in merito alla morte di Çam. Nella nota, si sostiene che il lavoro minorile sia diventato uno "strumento di profitto" in aziende di diverse dimensioni.
Nella dichiarazione del sindacato, richiamando l'attenzione sulle disposizioni relative ai lavoratori bambini e adolescenti contenute nell'articolo 71 della Legge sul Lavoro n. 4857, si afferma che le definizioni attuali, anziché impedire l'impiego dei minori, possono creare lacune legali. Eğitim Sen ha sottolineato la necessità di riformare la legge in modo da proteggere effettivamente i bambini.
Anche la sezione di Hatay di Eğitim Sen ha dichiarato che la morte di Çam è il risultato di un sistema che allontana i bambini dal diritto all'istruzione per indirizzarli verso i luoghi di lavoro. Nella dichiarazione si osserva che il compito fondamentale dello Stato e del Ministero dell'Istruzione non è quello di considerare i bambini come manodopera a basso costo, bensì di garantire ambienti educativi qualificati, equi e inclusivi.