L'AKP si muove per una nuova regolamentazione dei social media: 'Creano pressione su giudici e pubblici ministeri'

Si è appreso che i vertici dell'AKP, sostenendo che notizie e commenti non veritieri sui social media creino pressione sulla magistratura, avvieranno un nuovo lavoro di regolamentazione per le piattaforme social.

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Dopo che il presidente del Consiglio supremo per la radio e la televisione (RTÜK), Ebubekir Şahin, ha preso di mira le trasmissioni sui social media, i funzionari dell'AKP sono passati all'azione.

Si è appreso che i vertici dell'AKP avvieranno un nuovo studio, sostenendo che i commenti sui social media, in particolare quelli relativi a vicende giudiziarie, creino pressione sulla magistratura.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Türkiye, noto per la sua vicinanza al governo, i vertici dell'AKP, intervenendo durante la riunione del Consiglio di strategia, hanno richiamato l'attenzione sulla crescente diffusione di notizie e informazioni contenenti disinformazione sulle piattaforme social.

Nel corso della riunione è stato osservato: “Un'informazione o una notizia falsa che circola sui social media si diffonde 120 volte più velocemente di quella corretta. Quando emerge che l'informazione è falsa, nessuno presta attenzione alle spiegazioni o ai post che ne chiariscono la verità. L'informazione falsa ottiene migliaia di visualizzazioni e si diffonde rapidamente. Anche quando viene dimostrato che non è vera, il danno è ormai fatto. C'è una differenza enorme tra la velocità di diffusione di una menzogna e quella della verità. Se una notizia falsa ottiene 100 clic, quella corretta ne ottiene 7-8”.

Le fonti dell'AKP hanno dichiarato: “Di fronte a qualsiasi evento, quando ancora non c'è una situazione concreta, ci si ritrova con qualcuno che ha istituito un tribunale sui social media, ha emesso una sentenza e ha eseguito la condanna. Questa è una situazione molto pericolosa. Nessuno calcola dove porterà questo risultato. Ci troviamo di fronte a esiti che potremmo definire quasi come 'esecuzioni sommarie'. Questa situazione crea pressione anche su giudici e pubblici ministeri”.

COSA AVEVA DETTO EBUBEKIR ŞAHIN?

Anche il presidente dell'RTÜK, Ebubekir Şahin, aveva preso di mira le trasmissioni sui social media, affermando: "Nei paesi sviluppati e democratici, nessun ambito può essere privo di regole e controlli. Nemmeno quello radiotelevisivo. In particolare, anche le trasmissioni effettuate via internet e tramite i canali social devono essere regolamentate. Non può esistere un ambiente in cui chiunque prenda un microfono in mano si creda un giornalista o un reporter".