Affondo di Cem Gürdeniz sulla South Star! Dura reazione all'UE
L'ammiraglio di divisione in pensione Cem Gürdeniz ha espresso sui social media la sua indignazione per l'intervento dell'Unione Europea contro la petroliera South Star, di proprietà turca, nell'ambito dell'operazione Irini. Gürdeniz ha sostenuto che l'operazione è discutibile dal punto di vista del diritto internazionale e ha affermato che la Turchia dovrebbe rispondere con maggiore fermezza agli sviluppi in mare.
12punto
L'ammiraglio di divisione in pensione Cem Gürdeniz ha pubblicato una dichiarazione dettagliata sul suo account social in merito all'intervento effettuato nelle acque internazionali del Mediterraneo contro la petroliera South Star, di proprietà turca e battente bandiera camerunense, nell'ambito dell'operazione Irini dell'Unione Europea.
Nel suo post, Gürdeniz ha criticato le pratiche attuate dall'Unione Europea con la giustificazione della "flotta ombra", sostenendo che l'approccio verso le compagnie di navigazione greche nello stesso periodo sia stato differente.
L'ACCUSA: "GLI ARMATORI GRECI SONO PROTETTI"
Facendo riferimento all'ultimo pacchetto di sanzioni dell'Unione Europea, Gürdeniz ha sottolineato che sono state introdotte eccezioni per i contratti di trasporto di gas naturale liquefatto (GNL) russo firmati prima del 2022.
Sostenendo che grazie a questa disposizione gli interessi degli armatori greci siano stati tutelati, Gürdeniz ha affermato che Bruxelles è in grado di ammorbidire la propria retorica politica quando sono in gioco interessi economici.
"LA FLOTTA OMBRA NON È UNO STATUS RICONOSCIUTO DAL DIRITTO INTERNAZIONALE"
Nella sua dichiarazione, Cem Gürdeniz ha affermato che il concetto di "flotta ombra" utilizzato dall'Unione Europea e dagli Stati Uniti non è uno status riconosciuto dal diritto internazionale.
Ecco il post di Cem Gürdeniz:
Mentre l'UE, in modo illegale, effettua un blitz contro la petroliera South Star di proprietà turca nelle acque internazionali del Mediterraneo nell'ambito dell'operazione Irini con il pretesto della flotta ombra, la Grecia riesce a proteggere le proprie compagnie di navigazione che trasportano GNL russo, sfruttando il peso politico derivante dall'essere membro dell'UE e della NATO.
Nell'ultimo pacchetto di sanzioni dell'UE, è stata introdotta un'eccezione speciale per i contratti di trasporto di GNL russo firmati prima del 2022, garantendo così gli interessi degli armatori greci.
Questa situazione è una chiara dimostrazione che Bruxelles può persino ammorbidire la propria retorica politica quando necessario, in nome degli interessi economici.
La stessa Unione Europea, senza una chiara autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, conduce attività di abbordaggio e ispezione in acque internazionali su navi definite dagli Stati Uniti e dall'UE come "flotta ombra".
Tuttavia, la "flotta ombra" non è uno status riconosciuto dal diritto internazionale. È una definizione politica sviluppata sotto la guida di Stati Uniti e Regno Unito. Effettuare interventi di fatto in acque internazionali basandosi su questo concetto è estremamente discutibile rispetto ai principi fondamentali del diritto marittimo.
L'operazione di abbordaggio effettuata contro la petroliera South Star, di proprietà turca e battente bandiera camerunense, è un nuovo esempio di questo approccio.
Poiché la nave non batte bandiera turca, il fatto che non sia stato ottenuto il permesso da Ankara può essere spiegato legalmente, ma il fatto che la nave non si trovi nella lista delle sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e che l'intervento non si basi su un mandato dell'ONU rende la legittimità legale dell'evento discutibile.
Quando si tratta della Grecia, l'UE protegge i propri armatori persino ammorbidendo le proprie sanzioni.
Quando si tratta della Turchia, gli stessi ambienti non esitano a ricorrere a pratiche che mettono a dura prova il diritto internazionale.
Oggi ci troviamo di fronte a una versione diversa dell'illegale abbordaggio avvenuto il 17 novembre 2020 sulla nave portacontainer ROSALINE-A, battente bandiera turca. Senza il permesso di Ankara, i commando tedeschi del SAT erano saliti barbaramente sulla nostra nave e avevano ammanettato il personale. Non è possibile dimenticare questo evento vergognoso.
La Turchia deve opporsi a queste pratiche arbitrarie ai massimi livelli per difendere la libertà di navigazione nei mari e il diritto internazionale.
Ankara, che si vanta della sua marina, della sua potenza marittima e della retorica della Patria Blu (Mavi Vatan), deve reagire con fermezza a queste illegalità in mare.
L'unica ragione per cui un Paese mantiene e sviluppa la propria marina è proteggere i propri interessi in mare e fornire deterrenza, quando necessario, contro gli aggressori sfacciati in mare.
AB kanunsuz şekilde Irini harekâtı kapsamında Akdeniz ‘in uluslararası sularında Türk sahipli South Star tankerine gölge filo bahanesi ile baskın yaparken, Yunanistan, AB ve NATO üyesi olmanın sağladığı siyasi ağırlığı kullanarak, Rus LNG’sini taşıyan kendi denizcilik… pic.twitter.com/Tl9SmSmilk
— Cem GÜRDENİZ (@cemgurdeniznet) July 24, 2026