Abdullah Gül: I curdi devono essere cittadini uguali

L'undicesimo presidente della Turchia, Abdullah Gül, in un'intervista esclusiva ha affrontato gli sforzi di riconciliazione tra Siria e Turchia, la possibilità di una guerra tra Iran e Israele e altre urgenti questioni regionali. Gül ha dichiarato: "Penso che i curdi debbano essere cittadini uguali nei loro paesi".

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L'ex presidente Abdullah Gül, tra i fondatori dell'AKP, ha rilasciato dichiarazioni al quotidiano Al Majalla, che trasmette per il mondo arabo, in merito alla situazione attuale in Medio Oriente e in Turchia, nonché alle relazioni della Turchia con i curdi.

Riguardo al possibile incontro tra Erdoğan e il presidente siriano Bashar al-Assad, ha affermato: "Se entrambe le parti desiderano sinceramente che questo incontro si realizzi, il processo deve essere gestito con attenzione. Se c'è la volontà di comunicare tra le parti, possono superare i disaccordi del passato e aprire una nuova pagina nelle loro relazioni. Tuttavia, affinché l'incontro sia produttivo, è essenziale una preparazione preliminare completa. A tal fine, potrebbe essere necessario tenere incontri a diversi livelli, come diplomatico, ministeriale, politico e di sicurezza, per abbassare innanzitutto la tensione e preparare il terreno per colloqui proficui. Solo così, quando Assad ed Erdoğan si incontreranno, potranno registrare progressi concreti nella risoluzione delle questioni che rimangono in sospeso. Se l'incontro dovesse avvenire senza tali preparativi, il processo di discussione delle questioni in attesa di soluzione potrebbe deragliare".

Abdullah Gül ha sottolineato che bisogna riconoscere che i curdi sono un grande gruppo etnico presente in Turchia, Iraq, Siria e Iran. Inoltre, ha espresso le sue opinioni dicendo: "Penso che i curdi debbano essere cittadini uguali nei loro paesi. Devono godere della libertà e di tutti i diritti garantiti dalla legge. Nonostante le varie difficoltà in alcuni paesi, non bisogna dimenticare che alcune comunità curde in Siria sono state storicamente emarginate e molte di esse non possedevano nemmeno una carta d'identità. Detto questo, dobbiamo distinguere chiaramente tra il popolo curdo nel suo insieme e il PKK, inteso come entità terroristica".