7 paesi membri dell'UE chiedono trasparenza al Venezuela sui risultati elettorali

Paesi Bassi, Francia, Italia, Germania, Spagna, Polonia e Portogallo hanno chiesto trasparenza riguardo al processo post-elettorale in Venezuela, sollecitando moderazione nei confronti dei manifestanti e la pubblicazione di tutti i verbali di scrutinio.

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In una dichiarazione scritta congiunta, sette paesi membri dell'Unione Europea (UE) — Paesi Bassi, Francia, Italia, Germania, Spagna, Polonia e Portogallo — hanno espresso preoccupazione per gli eventi successivi al processo elettorale in Venezuela.

Esortando le autorità venezuelane a pubblicare tutti i verbali di scrutinio, i paesi hanno sottolineato la necessità di indagare sulle accuse di brogli elettorali sollevate dall'opposizione.

"In questo processo, i diritti di tutti i venezuelani, in particolare dei leader politici, devono essere rispettati", si legge nella dichiarazione, in cui il governo venezuelano è stato invitato a mantenere la moderazione nei confronti dei manifestanti.

Condannando gli arresti e le violenze contro i manifestanti, la dichiarazione prosegue: "Deve essere rispettata anche la volontà del popolo venezuelano, il diritto alla protesta pacifica e la libertà di riunione. Continueremo a seguire da vicino la situazione con i nostri partner e a sostenere l'appello del popolo venezuelano per la democrazia e la pace".

LE ELEZIONI IN VENEZUELA

Il 28 luglio si sono tenute le elezioni presidenziali in Venezuela.

Secondo i risultati annunciati dal Consiglio Elettorale venezuelano, Nicolas Maduro ha vinto le elezioni presidenziali per la terza volta con il 51,20% dei voti.

Dopo la conclusione delle elezioni, l'opposizione ha rilasciato una dichiarazione il 29 luglio, sostenendo che i dati del Consiglio Elettorale Nazionale non fossero corretti e che i risultati fossero stati manipolati.