Annullati i progetti di costruzione nell'antica città di Phaselis: 'Contrari alla legge e all'interesse pubblico'
Nei processi tenutisi ad Antalya e Ankara, i progetti di sistemazione ambientale e di costruzione nelle baie di Phaselis, una delle mete turistiche più ambite, sono stati annullati in quanto ritenuti illegittimi.
İHA
Si sono concluse le cause di annullamento relative ai progetti di sistemazione che interessano l'antica città di Phaselis e i suoi dintorni. Nei procedimenti giudiziari presso il 3° Tribunale Amministrativo di Antalya e l'11° Tribunale Amministrativo di Ankara, è stato deciso l'annullamento dei progetti con la motivazione che essi sono contrari all'interesse pubblico e alla legge.
Le decisioni di approvazione adottate dal Consiglio Regionale per la Protezione dei Beni Culturali di Antalya e le gare d'appalto relative ai progetti di sistemazione che coprono l'antica città di Phaselis a Kemer, Antalya, e le aree circostanti, sono state ritenute illegittime.
Nella causa discussa presso il 3° Tribunale Amministrativo di Antalya, la corte ha annullato all'unanimità le decisioni di costruzione. Nelle motivazioni della sentenza, è stato dichiarato che il progetto non era conforme alla normativa, ai principi stabiliti, all'interesse pubblico e alla legge.
Il ricorso in appello presentato dal Ministero della Cultura e del Turismo, parte convenuta, contro questa decisione è stato respinto dal Tribunale Amministrativo Regionale di Konya. Il Tribunale Amministrativo Regionale di Konya ha stabilito all'unanimità che la sentenza è definitiva e non soggetta a ulteriore ricorso.
ANCHE IL TRIBUNALE DI ANKARA HA EMESSO LA STESSA SENTENZA
Un'altra causa riguardante le decisioni di gara prese per le baie di Phaselis si è conclusa presso l'11° Tribunale Amministrativo di Ankara. Il tribunale ha annullato le decisioni di gara oggetto della controversia il 15 febbraio 2024, ritenendole contrarie alla legge.
Anche il ricorso presentato dal Ministero della Cultura e del Turismo al Consiglio di Stato contro questa decisione non ha avuto esito positivo. La 13ª Sezione del Consiglio di Stato ha respinto all'unanimità la richiesta di appello con una decisione datata 24 novembre 2024.
Nella sentenza, è stato affermato che il verdetto del tribunale era conforme alla procedura e alla legge, precisando che la via del ricorso è definitivamente chiusa.