La confessione della regista Lara Kamhi dopo 19 anni: "Ho subito violenza"
Il mondo dell'arte è scosso da una serie di denunce di molestie. Mentre queste rivelazioni, che coinvolgono nomi famosi, dominano l'agenda, anche la regista Lara Kamhi si è unita a loro. Kamhi ha raccontato la violenza subita 19 anni fa.
Il mondo dell'arte continua a essere scosso da una serie di denunce di molestie e violenze. Mentre queste clamorose accuse, che coinvolgono personaggi noti, occupano le prime pagine, anche la regista Lara Kamhi, figura nota della vita mondana, ha rotto il silenzio.
Lara Kamhi, figlia di Cefi e Yasemin Kamhi, nomi di spicco della società, ha rivelato sul suo profilo social la violenza a cui è stata sottoposta 19 anni fa.
"SÌ, FORSE È IL MOMENTO GIUSTO"
Lara Kamhi, dichiarando di aver subito violenza dal suo allora fidanzato Volkan Büyükhanlı 19 anni fa, ha condiviso quanto segue nella sua dichiarazione sui social media:
"Sì, forse è il momento giusto. Mentre tutti vuotano il sacco, la cosa passerà inosservata o diventerà un chiacchiericcio, ma lasciate che sia io a dirlo. Ho 19 anni, sono rimasta lontana da mia sorella per anni e finalmente sono arrivata in Turchia, ma la nostra differenza d'età è grande, non passa tempo con me. La persona con cui è sposato ora, allora era la sua fidanzata. E un caro amico della sua fidanzata si interessa a me. Nel corso di pochi mesi passati insieme, scopro che questa persona ha una dipendenza da droghe e lo lascio."
"MI HA PICCHIATA PER 4 ORE"
"Giura che non mi metterà più le mani addosso, gli do una seconda possibilità. Nel frattempo, io mi occupo di musica, vado e vengo dagli studi di registrazione. Un giorno, la persona con cui lavoro mi manda un messaggio dicendo 'ascoltarti era come guardare il sole'. Lui vede questo messaggio per primo, mi tira il telefono in testa, mi costringe a chiamare mia madre per dirle 'sono arrivata a casa', poi rompe il mio telefono, chiude le porte, abbassa le serrande e mi picchia per 4 ore. Cerca di strangolarmi ripetutamente per uccidermi. Non so come, ma mi convince e io scappo. Il risultato è un volto deformato, un braccio rotto, un trauma cranico, una mascella lussata."
"PORTA LA VICENDA A UN LIVELLO ASSURDO E MI FA LAPIDARE"
"La stampa dell'epoca, senza guardare alla mia età o a ciò che ho vissuto, pubblica notizie terribili, portando la vicenda a un livello assurdo e facendomi lapidare dall'opinione pubblica. La mia famiglia, per evitare che la cosa si ingigantisse, non mi permette di sporgere denuncia. L'argomento non viene più riaperto. Oggi, a causa di questa impunità, questa persona è accettata nel suo ambiente come una 'persona esemplare' che riceve applausi in pubblico, ma sapete qual è la cosa peggiore? Tutti sanno cosa è successo. Il seguito è ancora peggio, ma oggi non ho la forza di raccontare altro. Non pronuncio nemmeno il nome della persona in questione."

Fonte della notizia: 12punto
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