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Aveva dato della 'truffatrice' a Dilan Polat: la decisione della Procura sull'accusa di 'diffamazione'

Dilan Polat, detenuta da 8 mesi nell'ambito di un'indagine per presunto riciclaggio di denaro, ha sporto denuncia contro un utente che l'aveva definita 'truffatrice' sui social media. La Procura ha tuttavia archiviato il caso.

Aveva dato della 'truffatrice' a Dilan Polat: la decisione della Procura sull'accusa di 'diffamazione'

Dilan Polat, detenuta in carcere da diverso tempo, ha presentato denuncia tramite i suoi avvocati in merito al commento di un utente che scriveva: "Truffatrice Dilan Polat, smettila di fare agitazione in televisione usando i tuoi genitori. Se dicessi perché tuo padre ha ucciso tua madre, tuo padre morirebbe di crepacuore in prigione"

Secondo quanto riportato da Seda Nur Günaydın di Sabah, la Procura, alla luce di sentenze esemplari della Corte di Cassazione, ha sottolineato che il termine "truffatrice" non costituisce diffamazione, archiviando il fascicolo nell'ambito della libertà di espressione.

La Procura ha inoltre precisato che, affinché si configuri il reato di diffamazione, è necessario attribuire a una persona un fatto o un atto concreto tale da ledere il suo onore, la sua reputazione e la sua dignità, aggiungendo che l'uso di espressioni offensive, critiche aspre o parole volgari non è sufficiente a integrare gli estremi del reato di diffamazione.

LA PROCURA SOTTOLINEA LE SENTENZE ESEMPLARI DELLA CASSAZIONE

Sottolineando l'esistenza di diverse sentenze esemplari della Corte di Cassazione, la Procura ha spiegato che concetti come "comportamento di natura molesta", "comportamento di natura di critica aspra", "parola volgare" e "stile di espressione rozzo e scortese" sono stati presi in considerazione, dichiarando che l'espressione "truffatrice" non raggiunge un livello tale da ledere l'onore, la reputazione e la dignità, configurandosi piuttosto come uno stile di espressione rozzo che non integra gli elementi costitutivi del reato di diffamazione.


Fonte della notizia: 12punto

Dilan Polat Denaro sporco