Richiesta di condanna a 1.328 anni di carcere per il leader dell'organizzazione criminale che operava con il metodo della "spirale della carpa"
È stata presentata la requisitoria nel processo contro il leader e i membri di un'organizzazione criminale accusati di aver truffato i cittadini con il metodo della "spirale della carpa", promettendo la vendita di veicoli a basso costo, e di aver coinvolto anche le sorelle Bahar e Nihal Candan negli incontri con le vittime per guadagnarsi la loro fiducia. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto una condanna per il leader dell'organizzazione, Eren Koç, da 400 a 1.328 anni di reclusione.
È proseguito il processo a carico dell'organizzazione criminale che ha truffato 66 cittadini con la promessa di vendere a prezzi vantaggiosi veicoli messi all'asta da istituzioni ed enti ufficiali.
È stata presentata la requisitoria relativa al caso, che vede coinvolte anche le influencer dei social media Bahar e Nihal Candan, le quali sarebbero state poste in stato di fermo oggi con l'accusa di aver partecipato agli incontri con le vittime.
All'udienza, giunta alla 15ª sessione presso la 4ª Corte d'Assise di Küçükçekmece, erano presenti alcuni degli imputati e delle parti lese.
IL DETTAGLIO DELLE SOCIETÀ DI COMODO
Esponendo la requisitoria nel merito, il pubblico ministero ha dichiarato che gli individui, agendo all'interno di una specifica organizzazione al fine di ottenere profitti illeciti attraverso truffe in tutta Istanbul, operavano tramite società create come paravento.
Nella requisitoria è stato rilevato che, in una prima fase, gli individui raggiungevano le parti lese tramite conoscenti e, dopo aver guadagnato la loro fiducia, le convincevano dicendo di vendere veicoli ottenuti tramite gare d'appalto a un prezzo inferiore a quello di mercato, avvalendosi di una persona presentata come Veysel, capo unità presso istituzioni ed enti ufficiali come l'Agenzia delle Entrate.
SONO SPARITI CON IL DENARO DEI VEICOLI E LE COMMISSIONI
Nella requisitoria, in cui è stato spiegato che alle parti lese venivano inviati elenchi di veicoli e prezzi tramite WhatsApp per formulare offerte, è stato indicato che veniva raggiunto un accordo con le vittime che desideravano acquistare i veicoli scelti dall'elenco e che, secondo l'accordo, gli individui facevano inviare sul conto della società di comodo, indicata come intermediaria, un acconto pari al 10% del valore del veicolo.
È stato inoltre riportato che, dopo aver incassato in anticipo il costo dei veicoli e le commissioni, gli individui non consegnavano i veicoli promessi adducendo varie scuse e facevano perdere le proprie tracce con il denaro ricevuto, motivo per cui sono state avviate le indagini per far luce sullo schema e sulle azioni dell'organizzazione.
"LE VITTIME VENGONO MINACCIATE E INTIMIDITE"
Mentre nella requisitoria sono state incluse le dichiarazioni di tutti i cittadini truffati, è stato registrato che il leader dell'organizzazione, Eren Koç, veniva presentato come direttore, capo o dirigente dell'Agenzia delle Entrate, dell'Amministrazione Doganale o dell'Amministrazione Fiscale, con il nome di Veysel o Aydın Bey. Il pubblico ministero ha spiegato il metodo di truffa dell'organizzazione come segue: "Si racconta che i veicoli confiscati dallo Stato nell'ambito delle indagini condotte contro organizzazioni criminali e terroristiche vengano venduti a prezzi convenienti dall'unità diretta da Veysel. L'elenco dei veicoli viene inviato alla vittima tramite l'applicazione WhatsApp.
Alla vittima viene spiegato che un veicolo scelto tra quelli presenti nell'elenco, che riportano un prezzo di vendita inferiore in media del 25% rispetto a quello di mercato, può essere ottenuto utilizzando le relazioni personali con la persona in codice Veysel/Aydın, e che per questo è necessario versare prima sul conto della società il costo del veicolo e la commissione per questa intermediazione, dopodiché potrà ritirare il veicolo".
Nella requisitoria, in cui si spiega che le vittime iniziavano poi ad attendere, si legge: "Quando il veicolo non viene consegnato allo scadere del tempo stabilito e non si hanno più notizie dai membri dell'organizzazione criminale, la vittima capisce di essere stata truffata. Dopo la conclusione del progetto, se necessario, contattando i membri della rete per cercare di far valere i propri diritti
Fonte della notizia : İHA
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