Omicidio di Durdona Khokimova: nuovi sviluppi sui 3 fermati per l'atrocità di Şişli!
Nell'ambito delle indagini sulla morte della donna, il cui corpo è stato ritrovato smembrato in un cassonetto dei rifiuti a Şişli, i 3 sospettati, tra cui 2 cittadini stranieri, sono stati trasferiti in tribunale dopo gli accertamenti di polizia.
La squadra omicidi del Dipartimento di Polizia di Istanbul, in collaborazione con le unità dell'intelligence, prosegue le indagini avviate dopo il ritrovamento di un cadavere femminile decapitato da parte di un raccoglitore di carta in un cassonetto a Şişli.

In questo contesto, si sono concluse le procedure di polizia per i cittadini uzbeki D.A.U.T. e G.A.K., insieme a E.K. I sospettati sono stati trasferiti in tribunale dopo i controlli sanitari di rito.
Le forze dell'ordine erano state inviate sul posto dopo che una persona, intenta a raccogliere carta in Kuyulubağ Sokak nel quartiere di Duatepe, aveva notato un corpo senza testa all'interno di un cassonetto. In seguito ai rilievi, il corpo è stato trasportato all'obitorio dell'Istituto di Medicina Legale di Yenibosna.
Dall'identificazione è emerso che la vittima era la trentaseienne di nazionalità uzbeka Durdona Khakımova.
TELECAMERE DI SICUREZZA E CATTURA
Gli agenti di polizia hanno analizzato circa 8 ore di filmati delle telecamere di sicurezza per seguire le tracce dei sospettati. Dalle indagini è emerso che D.A.U.T. e G.A.K. sono stati fermati all'aeroporto di Istanbul mentre tentavano di fuggire in Georgia, mentre nel prosieguo delle indagini è stato arrestato anche E.K.

Dagli accertamenti è emerso che Khakımova aveva conosciuto il sospettato D.A.U.T. circa 3 mesi fa tramite i social media e che quest'ultimo era giunto in Turchia per lavorare come operaio edile a Istanbul.
È emerso inoltre che Khakımova, che viveva nella stessa casa con un uomo con cui aveva un matrimonio religioso (imam nikahı), aveva riferito di recarsi da E.K., presentato come un amico di famiglia, al momento di uscire di casa. E.K., che risulta essere un macellaio, è stato fermato nell'ambito dell'inchiesta proprio a causa di questo legame.
È stato accertato che, al momento dell'arrivo della vittima all'indirizzo di Ümraniye, D.A.U.T. si trovava nell'appartamento e che, poco dopo, anche G.A.K. era giunto sul posto.
Nella sua prima deposizione alla polizia, D.A.U.T. ha sostenuto di aver commesso il fatto con un oggetto tagliente, aggiungendo di non ricordare dove avesse gettato l'arma.
La polizia ha stabilito che i due sospettati si sono recati da Ümraniye a Şişli in taxi, hanno abbandonato le valigie contenenti le parti del corpo nei cassonetti lungo il percorso e, successivamente, si sono diretti all'aeroporto utilizzando un veicolo con conducente noleggiato a Fatih.

D'altra parte, è stato riferito che le immagini delle telecamere di sicurezza hanno ripreso il momento in cui Khakımova è uscita dalla casa in cui risiedeva a Fatih e mentre camminava lungo la strada.

Fonte della notizia: 12punto
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