Decisione critica della Corte Costituzionale sulle patenti di guida per i neopatentati
La Corte Costituzionale (AYM) ha stabilito che la norma che prevedeva la determinazione tramite regolamento, anziché per legge, dei criteri per la revoca delle patenti di guida dei neopatentati, ai sensi della Legge sulla circolazione stradale, è incostituzionale e ne ha disposto l'annullamento.
Secondo la decisione della Corte Costituzionale pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, il 1° Tribunale Amministrativo di Mardin ha presentato ricorso all'Alta Corte nell'ambito di un caso in corso, sostenendo che l'espressione "...la revoca delle patenti di guida dei neopatentati..." contenuta nel secondo comma dell'articolo 17 aggiuntivo della Legge sulla circolazione stradale n. 2918 fosse contraria alla Costituzione.
LA NORMA È STATA DICHIARATA INCOSTITUZIONALE
Esaminando il ricorso nel merito, la Corte Costituzionale ha deciso che la disposizione in questione non è compatibile con gli articoli 13 e 20 della Costituzione e ne ha annullato la norma. Nella decisione è stato ricordato che era previsto che le condizioni e il processo di revoca delle patenti dei neopatentati fossero determinati tramite regolamento.
L'ACCENTO SULL'INTERFERENZA NELLA VITA PRIVATA
Nelle motivazioni, è stato sottolineato che la revoca della patente di guida elimina il diritto di guidare, che è diventato parte integrante della vita quotidiana degli individui. È stato affermato che questa situazione costituisce una limitazione al "diritto di richiedere il rispetto della vita privata".
Specificando che i diritti e le libertà fondamentali possono essere limitati solo per legge, è stata fatta la seguente valutazione: "Non è sufficiente che esista formalmente una disposizione di legge volta a limitare il diritto di richiedere il rispetto della vita privata; essa deve determinare i principi fondamentali, le basi e il quadro normativo. Il fatto che una legge che limita i diritti fondamentali possieda queste caratteristiche è anche un requisito del principio di non delegabilità del potere legislativo, garantito dall'articolo 7 della Costituzione".
MANCANZA DI UN QUADRO GIURIDICO NELLA NORMA ANNULLATA
La Corte Costituzionale ha dichiarato che nella norma non era stato tracciato alcun limite legale riguardo alle situazioni in cui le patenti di guida potessero essere revocate. È stato sottolineato che lasciare le azioni che potrebbero portare alla revoca della patente interamente alla discrezionalità dell'amministrazione crea un ambito di potere illimitato e che, pertanto, il requisito di legalità non è stato soddisfatto.
ENTRERÀ IN VIGORE DOPO 9 MESI
La Corte ha valutato che il vuoto giuridico che si verrebbe a creare con l'entrata in vigore immediata della decisione di annullamento potrebbe influire negativamente sull'interesse pubblico. In tal senso, ha stabilito che la disposizione di annullamento entrerà in vigore 9 mesi dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, al fine di consentire alla Grande Assemblea Nazionale della Turchia (TBMM) di preparare una nuova normativa.
Fonte della notizia: 12punto
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