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Ultim'ora... Mert Hakan Yandaş è stato scarcerato

Il calciatore del Fenerbahçe Mert Hakan Yandaş è comparso oggi per la prima volta davanti al giudice nell'ambito dell'indagine su scommesse illegali e combine. Dirigenti del club e figure di spicco del mondo del calcio si sono riuniti presso il tribunale di Çağlayan per sostenere Yandaş. Dopo aver presentato la sua difesa, Yandaş è stato scarcerato.

Ultim'ora... Mert Hakan Yandaş è stato scarcerato

È iniziato oggi il processo contro l'esperto centrocampista del Fenerbahçe, Mert Hakan Yandaş, accusato di scommesse illegali e combine nel calcio. Nell'udienza tenutasi presso il 3° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul, Yandaş ha presentato la sua difesa per la prima volta in qualità di imputato detenuto.

Mentre in mattinata si registrava un certo fermento davanti al tribunale di Çağlayan, molti esponenti della dirigenza del club giallo-blu e diversi calciatori sono giunti sul posto. Sono stati visti presenti in tribunale il presidente del Fenerbahçe Sadettin Saran, il direttore sportivo Devin Özek, l'allenatore Domenico Tedesco e l'ex presidente Ali Koç.

PIENO SOSTEGNO DAL FENERBAHÇE

Prima dell'udienza, la comunità del Fenerbahçe si è riunita in massa in tribunale per sostenere Yandaş. Molti compagni di squadra erano presenti in aula per dimostrare la loro vicinanza sia a Yandaş che al club. I tifosi, dal canto loro, hanno manifestato il proprio sostegno davanti al tribunale sventolando le bandiere del Fenerbahçe.

Nel prosieguo del processo, si attende che vengano presentate al tribunale nuove prove e testimonianze relative alle accuse.

Nella sua deposizione durante l'udienza, Mert Hakan ha dichiarato: "Innanzitutto, non accetto nessuna delle accuse che mi vengono rivolte; non ho fatto scommettere nessuno. Non ho mai avuto un abbonamento né su Nesine né su Misli in tutta la mia vita. Voglio che sappiate quanto amo il Fenerbahçe e che non danneggerei mai il Fenerbahçe. Vorrei dire che sono vittima di un assassinio della reputazione solo perché ho scelto il Fenerbahçe. C'era il segreto istruttorio, ma il mio fascicolo è stato distorto venendo condiviso pagina per pagina, pezzo per pezzo. Credo di stare pagando il prezzo di un'intervista rilasciata dopo una partita. Tutti conoscono molto bene quella partita. So bene io stesso in che modo sono finito in questo fascicolo, e lo sanno anche i miei avvocati. Perché ho scelto il Fenerbahçe 6 anni fa. Secondo voi, qualcuno che ha pagato questi prezzi tradirebbe il Fenerbahçe? Qualcuno che è diventato un contribuente record venderebbe una partita per tre o cinquemila lire? La mia lotta continuerà. Sono ancora l'atleta onorevole, pulito e leale che a 9 anni ha fatto una promessa a suo padre".

"HO INVIATO 7 MILA LIRE A ERSIN DİKMEN. NON SO COSA CI ABBIA FATTO"

Parlando del suo rapporto con Ersin Dikmen, Yandaş ha affermato: "Ho conosciuto Ersin Dikmen 15 anni fa sui social media. La nostra amicizia è cresciuta. Nei giorni difficili, Ersin abi è sempre stato al mio fianco. Io sono sempre stato al suo. Il rapporto di denaro tra noi si limita a questo. Si basa sulla lealtà e sul legame fraterno. Gli ho inviato 7 mila lire. Non so cosa ci abbia fatto".

Alla domanda sulle conversazioni avute con Dikmen, Mert Hakan ha concluso la sua difesa dicendo: "Sono conversazioni che ho sempre avuto con chiunque. Nelle mie conversazioni non c'è nemmeno una menzione di una partita del Fenerbahçe. Ho giocato per vincere ogni partita che ho disputato con il Fenerbahçe, ovunque e in ogni modo".

L'ATTO D'ACCUSA CONTRO MERT HAKAN YANDAŞ

L'atto d'accusa contro Mert Hakan Yandaş, arrestato il 9 dicembre 2025 nell'ambito dell'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Istanbul, e contro Ersin Dikmen era stato preparato in precedenza.

Nell'atto d'accusa si affermava che, a seguito dell'indagine sulle accuse di scommesse e combine nel calcio, le procedure investigative contro l'indagato Yandaş erano state avviate dopo la scoperta di una registrazione di abbonamento a suo nome sui siti di scommesse elettronici "Misli" e "Nesine", mentre era in servizio come calciatore professionista.

Nell'atto d'accusa si leggeva che, dall'esame dei rapporti MASAK, era emerso un intenso traffico di denaro con Ersen Dikmen e che il denaro inviato da Yandaş a Dikmen veniva trasferito in breve tempo sui siti di scommesse, motivo per cui erano state avviate indagini anche contro Dikmen; inoltre, si precisava che, come risulta dai registri della TFF, Yandaş era un calciatore del Fenerbahçe Spor Kulübü all'epoca dei fatti.

L'atto d'accusa sottolineava che Yandaş risultava iscritto al sito di scommesse legale "Bilyoner" dal 13 marzo 2017 e che, tra il 2017 e il 2019, erano state rilevate informazioni su circa 932 cedole di scommessa con ID diversi, ma che i contenuti di quel periodo non potevano essere determinati a causa del tempo trascorso; dal 2019 in poi, invece, era stato accertato che effettuava scommesse tramite l'indagato Ersen Dikmen.

Nell'atto d'accusa si annotava che i tabulati HTS ottenuti dal BTK per determinare i contatti tra gli indagati Yandaş e Dikmen erano stati consegnati a un perito per l'esame e che, secondo il rapporto peritale giunto agli atti il 24 dicembre 2025, era stato accertato che gli indagati erano in contatto frequente tra loro.

RAPPORTO MASAK

Nell'atto d'accusa si riferiva che, secondo il rapporto MASAK redatto su Yandaş, tra il 4 dicembre 2021 e il 26 ottobre 2025 egli aveva trasferito a Dikmen un totale di 4 milioni 453 mila 62 lire, che Dikmen aveva inviato l'intero importo in questione alla piattaforma di scommesse "Bilyoner İnteraktif Hizmetler AŞ" in breve tempo e che, inoltre, Dikmen aveva inviato a Yandaş un totale di 2 milioni 60 mila 974 lire.

Nell'atto d'accusa, in cui si annotava che Dikmen era socio al 100% della İmpar Lojistik Depoculuk ve Nakliyat Ltd. Şti., si affermava che Dikmen trasferiva tutti i fondi provenienti da Yandaş alla "Bilyoner İnteraktif Hizmetler AŞ" in breve tempo e che, inoltre, trasferiva sistematicamente denaro anche ad altre piattaforme di gioco d'azzardo.

Nell'atto d'accusa si sottolineava che, dai dati ottenuti dalla "Bilyoner İnteraktif Hizmetler AŞ", era emerso che sul conto aperto a nome di Dikmen tra il 2021 e il 2025 erano stati depositati 4 milioni 480 mila 382 lire in 517 operazioni e prelevati 612 mila lire in 10 operazioni, che nello stesso arco di anni erano presenti 11 mila 455 numeri di cedole diversi e che erano state effettuate scommesse in ambito calcistico, cestistico, pallavolistico, tennistico, di hockey su ghiaccio e sport motoristici.

Nei dati ottenuti da "Nesine", si legge nell'atto d'accusa, risultava che sul conto aperto a nome di Dikmen tra il 2021 e il 2025 erano stati depositati 1 milione 635 mila 783 lire in 359 operazioni e prelevati 472 mila 605 lire in 30 operazioni, e che negli stessi anni erano presenti 1485 numeri di cedole diversi, con scommesse in ambito calcistico, cestistico, pallavolistico, tennistico, di hockey su ghiaccio e sport motoristici.

Nell'atto d'accusa si annotava che, dai dati ottenuti dalla "Misli Elektronik Şans Oyunları ve Yayıncılık AŞ", sul conto aperto a nome di Dikmen negli stessi anni erano stati depositati 913 mila 199 lire in 204 operazioni e prelevati 175 mila lire in 11 operazioni.

Nell'atto d'accusa si sottolineava che, poiché era evidente che Dikmen inviasse tutti i trasferimenti di denaro provenienti da Yandaş sul suo conto presso la "Bilyoner İnteraktif Hizmetler AŞ", era stato accertato che Dikmen, a partire dal 4 dicembre 2021, data in cui aveva iniziato a ricevere trasferimenti di denaro da Yandaş, aveva scommesso sulle partite di calcio del Fenerbahçe Spor Kulübü tramite la piattaforma "Bilyoner".

Inoltre, era presente l'informazione che l'indagato Yandaş aveva rapporti di trasferimento di denaro con 28 persone fisiche e giuridiche su cui vi erano informazioni di intelligence nel database della Presidenza MASAK nell'ambito delle scommesse illegali e del gioco d'azzardo.

RISPOSTE DALLE SOCIETÀ DI SCOMMESSE LEGALI

Nell'atto d'accusa si affermava: "Come risulta dai registri della TFF, dall'esame della risposta pervenuta dalla società di scommesse 'Bilyoner' in merito alle scommesse effettuate dall'indagato Ersen Dikmen mentre l'indagato Mert Hakan Yandaş era un calciatore del Fenerbahçe all'epoca dei fatti, sono state rilevate 182 cedole di scommessa a favore o contro il Fenerbahçe tra il 1° settembre 2019 e il 23 novembre 2025; dall'esame della risposta pervenuta dalla società di scommesse 'Misli' in merito all'indagato Ersen Dikmen, sono state rilevate 93 cedole di scommessa a favore o contro il Fenerbahçe tra il 5 aprile 2021 e il 12 agosto 2025".

Nell'atto d'accusa si indicava che, dall'esame della risposta pervenuta dalla società di scommesse "Nesine", era stato accertato che l'indagato Ersen Dikmen aveva effettuato 136 cedole di scommessa a favore o contro il Fenerbahçe tra il 5 aprile 2021 e il 6 novembre 2025.

Nell'atto d'accusa si affermava che gli indagati, oltre alle scommesse sui risultati delle partite a favore o contro il Fenerbahçe, scommettevano anche su altri sport come calcio e basket, e inoltre effettuavano scommesse con combinazioni speciali come "il giocatore riceve un cartellino, il giocatore commette almeno 3 falli, il giocatore tira in porta, il giocatore subisce un fallo, il giocatore segna in entrambi i tempi".

Nell'atto d'accusa si descriveva anche che, dall'esame del materiale digitale sequestrato a Dikmen, nell'applicazione WhatsApp era stato trovato un gruppo denominato "Boş muhabbetler" (Chiacchiere inutili), creato il 23 novembre 2021, di cui l'utente del dispositivo esaminato era amministratore e Mert Hakan Yandaş partecipante, contenente messaggi condivisi dai partecipanti al gruppo ritenuti pertinenti all'oggetto dell'esame.

Nell'atto d'accusa, in cui si affermava che nell'esame digitale di Yandaş erano stati trovati nel browser internet registri di accesso a siti di scommesse illegali e legali, si precisava che nel Regolamento Disciplinare del Calcio della Federcalcio Turca (TFF) è sancito il divieto per un calciatore di scommettere, direttamente o indirettamente.

Nell'atto d'accusa si affermava che Yandaş faceva parte della rosa della squadra di calcio maschile del Fenerbahçe come calciatore professionista sotto contratto nelle partite oggetto dell'indagine e che la sua situazione di impiego nelle partite era classificata come "può giocare a discrezione dello staff tecnico".

Nell'atto d'accusa si annotava che, sebbene Yandaş nella sua difesa avesse dichiarato di non accettare l'accusa, dall'esame effettuato erano emersi riscontri sul fatto che l'indagato avesse scommesso a favore o contro la squadra in cui militava tramite Ersen Dikmen.

Nell'atto d'accusa si sottolineava che, considerando che la situazione di impiego di Yandaş nelle partite era classificata come "può giocare a discrezione dello staff tecnico" e che egli possedeva informazioni dettagliate sul piano tattico e sull'andamento del gioco all'interno della squadra, si doveva accettare che l'indagato avesse un'influenza diretta e indiretta sul risultato e sull'andamento della partita, e che quindi l'obiettivo dell'indagato non fosse tanto il guadagno derivante dalla partita, quanto il guadagno derivante dalle scommesse.

Si riferiva che l'indagato Yandaş aveva commesso il reato di "violazione della Legge n. 6222" scommettendo per ottenere un guadagno personale, indipendentemente dalla squadra di calcio in cui giocava.

Nell'atto d'accusa si comunicava che Yandaş possedeva informazioni e dati non pubblici relativi al piano tattico delle squadre, alla condizione fisica dei giocatori e all'andamento del gioco in relazione alla partita, e che, come si evince dal rapporto sul materiale digitale sequestrato, l'indagato era a conoscenza di dettagli non pubblici riguardanti la squadra con cui era sotto contratto.

Nell'atto d'accusa si indicava che Yandaş condivideva queste informazioni con l'indagato Dikmen e che, in questo contesto, si doveva accettare che egli avesse informazioni riservate e una posizione privilegiata rispetto agli altri scommettitori in relazione alle partite su cui si scommetteva; d'altra parte, si valutava che l'indagato avesse un'influenza diretta e indiretta sul risultato e sull'andamento della partita poiché la sua situazione di impiego nelle partite era classificata come "può giocare a discrezione dello staff tecnico".

Nell'atto d'accusa si riferiva anche che Yandaş, facendo parte della rosa della squadra, aveva un'influenza diretta e indiretta sul risultato e sull'andamento della partita e che era in una posizione tale da poter cambiare il risultato della partita giocando in base alla discrezione dello staff tecnico.

Nell'atto d'accusa si leggeva che l'indagato non aveva comunicato al sito di scommesse "Nesine" il suo status/posizione, ovvero il fatto di possedere informazioni riservate/dati e una posizione privilegiata rispetto agli altri scommettitori in relazione alla partita su cui si scommetteva.

Nell'atto d'accusa si includeva la constatazione: "È emerso che gli indagati hanno commesso il reato loro ascritto con l'intento di danneggiare l'unica società autorizzata a organizzare scommesse sportive relative a competizioni sportive in Turchia e a distribuire il reddito ottenuto".

L'atto d'accusa, con il quale si richiedeva per Yandaş e Dikmen una condanna da 4 a 13 anni di reclusione ciascuno per i reati di "truffa aggravata" e "combine e premio di incoraggiamento", è stato inviato al 3° Tribunale Penale di Primo Grado di Istanbul per la valutazione.

SCARCERATO

È stata emessa un'ordinanza di scarcerazione per il calciatore del Fenerbahçe Mert Hakan Yandaş.


Fonte della notizia: 12punto

Mert Hakan Yandaş