La UEFA, che ha punito Demiral, fa finta di nulla davanti allo striscione razzista...
Lo striscione razzista esposto dai tifosi polacchi del Legia Varsavia contro i rifugiati è al centro delle polemiche. Mentre l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha espresso la propria reazione contro le tribune dove sono stati intonati slogan razzisti e riprodotta musica d'odio, la UEFA è rimasta in silenzio.
La squadra polacca del Legia Varsavia, le cui coreografie sono ormai seguite con apprensione a causa del frequente uso di striscioni offensivi in UEFA Conference League, questa volta ha superato il limite con uno striscione contenente messaggi di odio e brutalità.
Secondo quanto riportato da Selin Uludağ di Sputnik Turchia, durante la partita di calcio giocata nella capitale polacca contro lo Zaglebie Lubin, è stato esposto un grande striscione che raffigurava due uomini armati di mazza da baseball e martello, insieme a una donna crociata che teneva in mano una testa di maiale; sotto l'immagine, appariva la scritta sarcastica "Rifugiati, benvenuti". Durante la partita, i tifosi del Legia hanno intonato cori anti-rifugiati.
Un altro elemento che ha scatenato le polemiche è stato l'accompagnamento musicale della coreografia, che includeva canzoni volgari e piene di odio, incitando apertamente all'ostilità contro i rifugiati.
MERIH DEMIRAL ERA STATO SQUALIFICATO PER IL GESTO DEL 'LUPO GRIGIO'
La UEFA, che durante Euro 2024 ha immediatamente sanzionato Merih Demiral per aver festeggiato un gol con il gesto del 'lupo grigio', simbolo dei turchi, impedendogli di giocare una partita cruciale, questa volta è rimasta in silenzio.
Tuttavia, non è la prima volta che la UEFA mantiene questo atteggiamento. Inoltre, nella finale giocata subito dopo la sanzione inflitta alla Nazionale turca, i tifosi inglesi si erano presentati allo stadio indossando costumi da crociati e, oltre a non subire alcuna sanzione, l'episodio era stato mostrato sugli schermi come "momenti di divertimento". Questa inazione, che ha suscitato la reazione dei tifosi e delle autorità turche, ha portato a considerare la decisione della UEFA su Merih Demiral come un "atteggiamento politico e fuori legge".
D'altra parte, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso la propria reazione alla coreografia del Legia Varsavia.
ANCHE L'ONU REAGISCE: LO SPORT NON DEVE ESSERE USATO PER STIGMATIZZARE I RIFUGIATI
Kevin J. Allen, rappresentante dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in Polonia, ha dichiarato: "Credo che tutti concorderanno sul fatto che lo sport non dovrebbe mai essere usato per perpetuare discorsi d'odio e stigmatizzare i rifugiati", aggiungendo quanto segue:
"Lo sport, nelle sue tradizioni migliori, rappresenta la forza dello spirito e il superamento delle difficoltà."
Mentre non è stato preso alcun provvedimento nonostante l'evento rientrasse nella giurisdizione della UEFA, dopo l'intervento dell'ONU persino la dirigenza del Legia Varsavia ha criticato i propri tifosi, affermando:
"Il comportamento dei tifosi allo stadio o sui social media non rappresenta la posizione del nostro club, che fa di tutto per dare il buon esempio basato su valori come il rispetto, il fair play e l'aiuto a chi ne ha bisogno"
Fonte della notizia: 12punto
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