Accusa clamorosa contro Ali Koç dal presidente dell'Associazione Volontari del Fenerbahçe, Emrah Tünay: 'Mi ha minacciato'
Il presidente dell'Associazione Volontari del Fenerbahçe, Emrah Tünay, ha sostenuto che il presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, si sia recato presso la sede dell'associazione per minacciare lui e i suoi collaboratori.
Il presidente del consiglio di amministrazione dell'Associazione Volontari del Fenerbahçe, Emrah Tünay, ha rilasciato dichiarazioni in merito agli eventi accaduti ieri sera.
Emrah Tünay ha riferito che, durante l'episodio avvenuto in nottata, Koç si sarebbe recato presso la sede dell'associazione prendendolo di mira con le parole: "Come procedono i preparativi per la provocazione di domani?" e aggiungendo in seguito: "Non credo alle firme che avete raccolto, state raccogliendo firme false". Secondo Tünay, durante un colloquio privato, Ali Koç lo avrebbe minacciato dicendo: "Prega che il mio mandato presidenziale non finisca. Se dovesse finire, finché avrò respiro mi occuperò personalmente di te".
Ecco la dichiarazione rilasciata da Emrah Tünay tramite il suo account social:
"Ieri sera, intorno alle 22:20, si è verificato un evento estremamente spiacevole che getta un'ombra sulla democrazia del club, sulla libertà di espressione e sui diritti fondamentali della società civile.
Come è noto, da qualche tempo, in qualità di Associazione Volontari del Fenerbahçe, abbiamo avviato una raccolta firme con lo slogan "Firma per il futuro", esercitando il nostro diritto di critica a nome della nostra comunità.
Invitiamo i nostri stimati soci del congresso a firmare affinché il nostro club convochi un'assemblea generale straordinaria, in conformità con il nostro statuto e le disposizioni vigenti nella Costituzione della Repubblica di Turchia.
Tuttavia, purtroppo, il signor presidente Ali Koç, insieme ai dirigenti Burak Kızılhan e Can Gebetaş, si è recato ieri sera presso la nostra sede, minacciando apertamente me e i nostri collaboratori, e attaccando palesemente i nostri diritti, che sono estremamente democratici e stabiliti dal nostro statuto.
Appena entrato nel nostro centro, il signor Ali Koç, con atteggiamento nervoso, ha chiesto di me in quanto presidente dell'associazione, dicendo: "Come procedono i preparativi per la provocazione di domani?". Dopo essermi presentato, ci siamo diretti verso un tavolo per parlare. In seguito, ha affermato: "Non credo alle firme che avete raccolto, si stanno raccogliendo firme false", aggiungendo: "Voi state creando scompiglio nella comunità".
Dopo esserci avvicinati al tavolo, mi ha invitato a spostarmi in un'area non coperta dalle telecamere e, seguendolo, abbiamo iniziato un colloquio privato.
Durante il colloquio privato, il signor Ali Koç ha iniziato a pormi domande condividendo informazioni riservate sul mio conto, cercando di dare l'immagine di "essere a conoscenza di tutto ciò che ti riguarda". Successivamente, ha dichiarato che mi avrebbe ritenuto responsabile nel caso in cui si fossero verificati gravi incidenti prima o durante la partita che si giocherà oggi, e ha ribadito che stiamo raccogliendo firme false. Ha reagito duramente alla presenza di un notaio presso la nostra sede nel giorno della partita. Infine, ha lanciato la minaccia: "Prega che il mio mandato presidenziale non finisca. Se dovesse finire, finché avrò respiro mi occuperò personalmente di te".
Il signor Ali Koç, durante i suoi sette anni di presidenza, non è mai venuto nella nostra associazione, non ha partecipato a nessuna delle organizzazioni della nostra associazione, che conta molti soci del club, NON HA CONCESSO L'ACCREDITAMENTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE e non ha stabilito alcun rapporto cordiale con noi. Sotto questo aspetto, lasciamo all'opinione pubblica il giudizio sulle intenzioni della visita improvvisa del signor Ali Koç di ieri sera, avvenuta proprio mentre la nostra associazione esercitava i propri diritti democratici. L'accaduto non è solo una chiara dimostrazione di una mentalità oppressiva, ma ha la natura di uno scandalo che rimarrà impresso nella storia del Fenerbahçe.
Il Fenerbahçe SK è sempre stato un club che non si è piegato alla pressione e ha difeso i valori democratici nel corso della sua storia. Continueremo a restare fermi contro ogni tipo di interferenza fatta a questi valori.
Informiamo rispettosamente l'opinione pubblica che avvieremo i necessari procedimenti legali in merito all'accaduto e che lotteremo con tutta la nostra determinazione affinché questa ingiusta aggressione venga punita davanti alla giustizia.
Non permetteremo a nessuno di cercare di mettere a tacere la voce dei volontari usando il potere della carica che ricopre.
Invito tutti i tifosi del Fenerbahçe ad assumere una posizione di buon senso ma ferma, a schierarsi a favore della democrazia e a sostenere la raccolta firme."


Fonte della notizia: 12punto
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