Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,6494
Dollaro
Arrow
44,8622
Sterlina
Arrow
62,6818
Oro
Arrow
6048,1204
BIST 100
Arrow
10.729

Trovata a Erfurt una fossa comune con 12 mila corpi

Le indagini geofisiche e i sondaggi condotti in Germania hanno portato alla luce una fossa comune che si ritiene risalga all'epoca della Peste Nera, una delle più grandi catastrofi del Medioevo. A Erfurt sono stati rinvenuti i resti di circa 12 mila persone.

Trovata a Erfurt una fossa comune con 12 mila corpi

Durante un sondaggio preliminare ai lavori di costruzione condotto nella zona di Roter Berg, nella città di Erfurt, è stato effettuato un ritrovamento archeologico straordinario. Gli scavi profondi hanno rivelato che il terreno ospitava una struttura artificiale di 15x10 metri e profonda 3,5 metri. Il ritrovamento di numerose ossa umane durante le prime analisi ha suscitato grande entusiasmo tra gli esperti.

Le analisi al radiocarbonio effettuate in quest'area hanno dimostrato che le ossa ritrovate risalgono alla metà del XIV secolo, ovvero al periodo in cui l'epidemia di Peste Nera raggiunse il suo apice in Europa. I libri di storia raccontavano che nel 1350, alle porte della città di Erfurt, furono scavate enormi fosse per seppellire collettivamente circa 12 mila abitanti della città, deceduti troppo rapidamente perché si potesse far fronte all'emergenza. Tuttavia, fino ad oggi, l'ubicazione di queste fosse non era mai stata identificata con certezza.

Gli studi scientifici condotti sotto la guida dell'Università di Lipsia indicano che è stata scoperta l'esatta posizione di una delle leggendarie fosse della peste. Michael Hein, a capo dello studio, ha dichiarato: "I nostri risultati dimostrano che abbiamo identificato chiaramente una delle fosse della peste di Erfurt menzionate nelle cronache".

La scelta della zona non è casuale. Secondo la Teoria del Miasma, la credenza dominante nel Medioevo, si pensava che le malattie si diffondessero attraverso l'aria cattiva e umida. Per questo motivo, si preferì aprire le fosse in un punto controllabile, proprio ai margini della valle del fiume. Lo storico del clima Martin Bauch, commentando la questione, ha spiegato che all'epoca si credeva che seppellire i morti in un terreno umido avrebbe aumentato il rischio che la peste si diffondesse "evaporando".

UNA NUOVA ERA DI ANALISI SCIENTIFICHE

Dopo i ritrovamenti archeologici, l'attenzione si è spostata sulle analisi del DNA che saranno condotte presso l'Istituto Max Planck per l'antropologia evolutiva di Lipsia. Il team di ricerca cercherà tracce genetiche del batterio della peste, Yersinia pestis, nei resti estratti dalla fossa. Con le informazioni che verranno ottenute, l'obiettivo è acquisire maggiori dettagli sull'identità degli individui deceduti durante l'epidemia, sulle loro condizioni di salute e sull'evoluzione della peste.

Gli scienziati affermano che verranno effettuati scavi più approfonditi nella zona per giungere a una conclusione definitiva. Tutti i risultati e le analisi potrebbero sollevare il velo su nuovi segreti riguardanti la pandemia più letale della storia europea.

Con questa scoperta, il modo in cui avvenivano le sepolture di massa durante la Peste Nera nella storia europea e la reazione della popolazione dell'epoca all'epidemia vengono rivelati scientificamente in modo così chiaro per la prima volta.


Fonte della notizia: 12punto

Germania