La clamorosa uscita di Cübbeli Ahmet dopo l'operazione di Yalova
Le dichiarazioni di Cübbeli Ahmet sull'operazione contro l'ISIS a Yalova, al di là delle polemiche quotidiane, indicano un problema di mentalità spesso ignorato in Turchia. Ciò che colpisce maggiormente in queste dichiarazioni è l'attenzione rivolta a dove possano arrivare il "linguaggio religioso" e la "propaganda". Il fatto che un ragazzo di soli 16 anni consideri i funzionari statali come "infedeli" e ritenga legittimo ucciderli dimostra molto più di una semplice devianza individuale. È il risultato di una mentalità prodotta sistematicamente.
Ahmet Mahmut Ünlü, noto al pubblico come Cübbeli Ahmet, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti in merito all'operazione condotta contro l'ISIS a Yalova.
Cübbeli Ahmet ha affermato che nei post di Zafer Mutlu, uno dei nomi uccisi a Yalova, erano presenti le opinioni di individui che utilizzano gli pseudonimi di Ebu Haris e Ebu Hanzala.
Cübbeli ha proseguito le sue dichiarazioni come segue:
“Ora, chi sta avvelenando questa nazione, chi ha ridotto questa nazione in questo stato? A Smirne, un ragazzo di 16 anni ha martirizzato 3 poliziotti. Dicono: 'Vi taglieremo la testa a tutti, faremo saltare in aria tutte le vostre stazioni di polizia'. Chi ha messo questa mentalità in testa a questo ragazzo di 16 anni? Anche nei post di quel ragazzo compaiono i nomi di questi uomini (Ebu Haris-Ebu Hanzala).”
Dopo aver espresso che l'ambiente di Ebu Hanzala avvelena la nazione, dichiara le persone infedeli (takfir) e prepara il terreno per attività distruttive attraverso il suo operato, Cübbeli Ahmet ha continuato:
“Hanno costruito luoghi, moschee tali che avvelenano la gente... 'Quello è un infedele, questo è un infedele'... E poi loro prendono quel veleno e uccidono te, uccidono me...”
Opponendosi anche al fatto che il gruppo di Ebu Hanzala continui liberamente le proprie attività, Cübbeli Ahmet ha riferito che questi individui definiscono infedeli coloro che votano e chiamano gli imam 'taghut' (idolatrici) infedeli, concludendo poi le sue parole così:
“Ma chi permette a questi uomini di aprire posti del genere, come viene ancora concessa questa opportunità?”
Nella sua dichiarazione, Cübbeli Ahmet ha affermato che i nomi del gruppo di Ebu Hanzala vengono talvolta incarcerati e poi rilasciati, per poi aggiungere queste parole scioccanti: "Questi uomini addestrano la gente a diventare terroristi".
Affermando di aver lanciato avvertimenti sui gruppi salafiti per molto tempo e di aver informato le autorità competenti che queste strutture stavano avanzando e armandosi, Cübbeli Ahmet ha concluso le sue parole così:
“Nel dossier che abbiamo consegnato alla polizia, ci sono un totale di 7000 pagine di prove, di cui 1500 pagine di rapporto. In questo dossier, 80 pagine sono dedicate a Yalova.”
Le dichiarazioni di Cübbeli Ahmet sull'operazione contro l'ISIS a Yalova, al di là delle polemiche quotidiane, indicano un problema di mentalità spesso ignorato in Turchia.
Ciò che colpisce maggiormente in queste dichiarazioni è l'attenzione rivolta a dove possano arrivare il "linguaggio religioso" e la "propaganda". Il fatto che un ragazzo di soli 16 anni consideri i funzionari statali come "infedeli" e ritenga legittimo ucciderli dimostra molto più di una semplice devianza individuale. È il risultato di una mentalità prodotta sistematicamente.
Per questo motivo, la questione non riguarda solo "chi parla" o "quali nomi". Il vero problema sono le interpretazioni religiose che circolano liberamente nello spazio pubblico e che, organizzandosi in modo incontrollato, oscurano la vita. Le strutture che vedono la democrazia e la laicità come un regime di miscredenza e che avvelenano le masse con la propaganda dello stato religioso, in un modo o nell'altro, coltivano la mentalità delle organizzazioni terroristiche. Poiché, come ieri, anche oggi le organizzazioni terroristiche non insegnano prima a uccidere, ma a separare l'uomo dall'uomo.
Aydın TONGA
Fonte della notizia: 12punto
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