I suoi ultimi tre sermoni avevano suscitato molte polemiche: denuncia contro il presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş!
L'Assemblea per la Laicità ha presentato una denuncia contro la Presidenza degli Affari Religiosi per le espressioni rivolte alle donne e le dichiarazioni contrarie al Codice Civile contenute negli ultimi tre sermoni del venerdì. Il presidente del Diyanet, Ali Erbaş, e il direttore generale dei Servizi Religiosi, Şaban Kondi, sono stati ritenuti responsabili.
Le espressioni contenute nei sermoni del venerdì che la Presidenza degli Affari Religiosi (Diyanet) ha recentemente inviato alle moschee di tutte le 81 province hanno suscitato reazioni da parte di difensori dei diritti delle donne e giuristi. In particolare, le discussioni sul diritto di successione contenute nel sermone dello scorso venerdì sono diventate oggetto di dibattito. Nel sermone intitolato “Il diritto altrui è una camicia di fuoco”, sono state utilizzate le seguenti espressioni: “Modificare la misura dell'eredità stabilita dal nostro Signore Onnipotente senza reciproco consenso è contrario alla giustizia divina. Privare le figlie dell'eredità è una violazione del diritto altrui”. Giuristi e associazioni femminili hanno affermato che queste espressioni contenute nel sermone sono contrarie al Codice Civile turco.
PRESENTATA UNA DENUNCIA
L'Assemblea per la Laicità ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Ankara in merito ai suddetti sermoni della Presidenza degli Affari Religiosi. Nella richiesta presentata, sono state mosse accuse quali “istigazione a delinquere”, “istigazione all'odio e all'ostilità o denigrazione del pubblico” e “istigazione a non rispettare le leggi”. Nella denuncia è stato sottolineato che il presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş e il direttore generale dei Servizi Religiosi Şaban Kondi ne sono i responsabili. Inoltre, è stato affermato che le espressioni contenute nei sermoni sono di natura fuorviante e che il Diyanet, con tali pratiche, agisce in contrasto con l'ordine giuridico laico.
Nella denuncia, dopo aver ricordato la legge n. 429 emanata il 3 marzo 1924, è stato sottolineato che la Presidenza degli Affari Religiosi agisce in contrasto con l'ordine giuridico laico. La richiesta conteneva le seguenti espressioni:
“Nei sermoni del venerdì oggetto della denuncia, l'interpretazione della vita personale e sociale, e persino di tutti i diritti e le libertà, secondo le regole della religione islamica, porta a un approccio contrario all'ordine giuridico laico. Tali interpretazioni non vengono fatte in modo conforme alla realtà dagli esperti.”
ACCUSE CONTRO ERBAŞ E KONDI
È stato dichiarato che il sermone intitolato “Il diritto altrui è una camicia di fuoco”, fatto leggere dalla Presidenza degli Affari Religiosi durante i sermoni del venerdì, è contrario al Codice Civile turco. Nella richiesta si legge: “Il presidente degli Affari Religiosi Ali Erbaş e il direttore generale dei Servizi Religiosi Şaban Kondi sono responsabili dei reati derivanti dai testi letti nei sermoni del venerdì. Inoltre, anche gli imam che leggono il sermone portano una responsabilità penale”.
Nella denuncia, in cui si richiama l'attenzione sul fatto che la lettura di testi che costituiscono reato sotto il nome di sermone comporterà una responsabilità penale secondo il Codice Penale turco, è stato affermato che tali sermoni non dovrebbero essere letti.
Fonte della notizia: 12punto
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