Sostegno condizionato di Demirtaş all'appello di Bahçeli su Öcalan: 'Se volete parlare di una soluzione con me...'
L'ex co-presidente dell'HDP Selahattin Demirtaş, detenuto nel carcere di tipo F di Edirne, ha commentato l'appello lanciato dal leader dell'MHP Devlet Bahçeli per il leader dell'organizzazione terroristica PKK, Abdullah Öcalan. Dichiarandosi pronto a sostenere il processo, ha esposto la sua condizione.
Il presidente del Partito del Movimento Nazionalista (MHP), Devlet Bahçeli, continua a far discutere per la sua stretta di mano ai deputati del partito DEM e per il successivo appello riguardante il capo dei terroristi Abdullah Öcalan, invitandolo a "parlare in Parlamento e beneficiare del diritto alla speranza".
Mentre le reazioni alle dichiarazioni di Bahçeli non si placano, è arrivata anche la presa di posizione di Selahattin Demirtaş, ex co-presidente dell'HDP, attualmente detenuto nel carcere di tipo F di Edirne.
Gli avvocati Sıdkı Zilan e Mahmud Koyuncu hanno incontrato Selahattin Demirtaş il 17 novembre.
Parlando della visita a Muhammed Emin Demir di Rudaw, l'avvocato Sıdkı Zilan ha riferito di aver avuto un colloquio di circa due ore con Demirtaş, durante il quale hanno discusso degli sviluppi politici attuali e del processo avviato dall'appello del leader dell'MHP, Devlet Bahçeli.
Zilan ha riferito che Demirtaş ha sottolineato come, nel nuovo processo di risoluzione, né lo Stato né l'AKP abbiano intavolato colloqui diretti con lui.
"NON PARLERÒ IN CARCERE"
L'avvocato Sıdkı Zilan ha affermato che Demirtaş si è detto pronto a svolgere un ruolo nel processo di pace, dichiarando quanto segue:
“Sono pronto a sostenere il processo. L'ho detto anche ad alcuni avvocati venuti a trovarmi. Finché sarò in carcere, non parlerò con voi della questione curda. Sono un detenuto. Se volete parlare di una soluzione con me, prima liberatemi; parliamo di questo argomento fuori dai cancelli del carcere.”
"I CURDI SIANO RESI PARTECIPI"
Secondo quanto riferito da Sıdkı Zilan, riguardo ai colloqui con Qandil, Demirtaş ha dichiarato: “La pace tra lo Stato e il PKK non garantisce la risoluzione del problema. Tutti gli strati della società devono essere inclusi nel processo. Se il processo non procede in questo modo, non si potrà raggiungere la pace sociale. La soluzione si ottiene rendendo i curdi partecipi dello Stato”.
Fonte della notizia: 12punto
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